“Quanto agli strumenti volti a incentivare i pagamenti elettronici nelle transazioni che interessano il consumatore finale, pur condividendone le finalità e in attesa di poter disporre di dati analitici sui risultati finora conseguiti con il cashback e la lotteria degli scontrini, si rileva l’esigenza di una loro migliore finalizzazione e articolazione, essendo necessario comunque evitare la dispersione di risorse con l’incentivazione di operazioni in settori ove non si registrano significativi fenomeni di omessa contabilizzazione dei corrispettivi o nei quali il pagamento mediante carte di debito o di credito è da tempo invalso nell’uso. Al contrario, le incentivazioni dei pagamenti elettronici andrebbero concentrate relativamente agli acquisti di beni e servizi di modico valore o per i quali sono più probabili fenomeni di occultamento”. E’ quanto si legge nella memoria rilasciata dallla Corte dei Conti in riferimento all’audizione sul DEF nelle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.