Bene riaprire, anche se con tanti paletti e limitazioni, pechè è comunque “un segnale di discontinuità rispetto al sistema delle chiusure, che dà prospettiva e fiducia al settore”, ma è necessario prevedere aiuti per chi è costretto a restare chiuso. Ovvero per tutti quei ristoranti, bar e pubblici esercizi che, ad esempio, non hanno spazi esterni. Lino Enrico Stoppani (nella foto), presidente di Fipe, l’associazione leader nel settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo, nel quale operano più di 300 mila aziende, commenta in una intervista ad Askanews la situazione del settore della ristorazione a una settimana dalle prime riaperture previste dalla road map del Governo.

Visto che uno dei nodi del contendere è l’avere legato la possibilità di riaprire alla presenza di uno spazio esterno, un ‘dehor’, già sabato scorso Fipe ha scritto all’Anci per chiedere di sensibilizzare le amministrazioni comunali “per semplificare le attività di ristorazione esterne. C’è già il precedente dello scorso anno quando sono state allargate le maglie in modo rapido e costruttivo e c’era stato un proliferare di attività esterne”, dice Stoppani, bollando al contempo come “inaccettabili” le iniziative come quella di oggi messa in atto dai ristoratori di Tni Italia, che hanno bloccato la A1 per dire no alla discriminazione tra ristoranti con dehor e senza, oltre ad avere avanzato una serie di richieste al Governo.

“C’è una posizione contrastante tra chi considera la possibilità di ripartenza limitata alle attività esterne come una falsa partenza – spiega Stoppani – e chi lo considera un fatto positivo rispetto al blocco totale attuale. Aprire così è meglio del poco che si fa fino ad adesso e si dà anche un segnale di discontinuità rispetto al sistema delle chiusure, dando prospettiva e fiducia al settore, soprattutto se leggiamo questo provvedimento come dettato da un atteggiamento di prudenza per evitare quegli stop and go che sarebbero ancora più dannosi. E’ un passaggio di una road map verso la ripartenza”.

Certamente la limitazione agli spazi esterni “crea discriminazioni tra chi può lavorare e chi resta chiuso. E dovrà essere accompagnata – precisa il presidente della Fipe – da provvedimenti ad hoc per chi resta chiuso. Ci saremmo aspettati più coraggio dalla politica verso un settore disastrato, nutrivamo aspettative per una distinzione tra attività con e senza servizio e non tra chi ha spazi all’aperto e chi no. Ci aspettavamo di aprire prima le attività con servizio, anche di sera”.

Stoppani ribadisce l’allarme già lanciato più volte al governo: “il settore è sull’orlo del fallimento letteralmente, c’è un grave disagio sociale, e insisteremo per anticipare la scadenza del primo di giugno per le attività con servizio. Ci stiamo confrontando con il ministero della Salute, dello Sviluppo Economico e del Turismo e poi con il Cts. Se non riusciamo a trovare un punto di incontro rischiamo che imprese che finora hanno provato a resistere muoiano prima della scadenza”.

Per questo, tra i 40 miliardi previsti dal Governo con il nuovo scostamento di bilancio per sostenere l’economia e i settori più colpiti “ci aspettiamo – dice Stoppani – che la ristorazione e i pubblici esercizi possano avere una dotazione economica e misure emergenziali in termini di contributi a fondo perduto, interventi sulla liquidità, sulle locazioni commerciali e sulle moratorie fiscali che possano consentire di andare avanti in attesa di tempi migliori. Chiediamo il ripristino del principio selettività negli indennizzi a fondo perduto, con maggiorazioni per chi è stato costretto a chiudere”.

“I pubblici esercizi sono strumenti di coesione sociale – conclude Stoppani – Lo scorso anno sono stati persi 260.000 occupati, se ora chiudessero 60mila imprese ci sarebbe un dispersione enorme di competenze, un danno incalcolabile”. Insomma, le priorità della Fipe sono “ripartire tutti in sicurezza, i contribuiti a fondo perduto, la liquidità per le imprese e le locazioni commerciali. Ho grande fiducia in questo Governo: il peggio è alle spalle, sono fiducioso che in qualche settimana, con le condizioni climatiche in miglioramento e la vaccinazione che va avanti le cose miglioreranno”.