“Ho una quantità di domande che premono da tempo; il chiarimento è divenuto urgente. Dopo avere visto inserito in legge che il governo debba varare una riforma che mantenga il gettito dall’azzardo almeno invariato, ho ritenuto che ciò potesse essere coerente con il nostro programma/contratto di governo ad una condizione: aumentare la tassazione andando a ridurre le percentuali di vincita con funzione disincentivante; in questo modo l’invarianza si sarebbe ottenuta aumentando l’aliquota riducendo il volume complessivo di azzardo. Questo è stato fatto; andava poi verificato che si fosse effettivamente ridotta la montagna di puntate che mette l’Italia al primo scomodo posto in Europa come mercato dell’azzardo (mentre è solo al 12° posto per reddito!)”.

Così il senatore Giovanni Endrizzi (M5S) in merito all’attacco de Il Fatto Quotidiano nei confronti del Ministro Tria e riguardante l’introduzione del cash out sulle scommesse.

“Ridurre la raccolta di azzardo si può e si deve, perchè il degrado sociale, psicologico, la devastazione delle famiglie non dipende solo dall’impoverimento (dalla perdita netta) ma da quanto l’immaginario dei nostri ragazzi è invaso dall’azzardo: in Inghilterra non riescono più a vedere una partita di calcio senza pensare alle scommesse. Dipende da quanto i genitori sono tenuti lontani dalle famiglie per stare alle slot machines, gratta e vinci, VLT: la carenza genitoriale porta danni devastanti ai figli, anche più della povertà, perchè hanno minor rendimento scolastico, abbandonano di più la scuola, diventeranno con maggior probabilità essi stessi giocatori d’azzardo, in una nazione che ha bisogno invece di motivare all’impegno, alla formazione.

Allora come si inserisce questa decisione del Ministro Tria, che va ad incentivare proprio le scommesse? Proprio il settore maggiormente in crescita e più appetito da giovani e giovanissimi? Cosa diventeranno le partite, un continuo rilanciare di puntate? Cosa si sta perseguendo con queste scelte?

E tante altre domande chiedono a questo punto risposta.

Quando è stata apposta questa firma? Il Sottosegretario Villarosa che ha la delega sull’azzardo ha partecipato alla decisione sul “cash out” o rappresenta una mossa unilaterale del Ministro Tria? E, a questo punto: chi nel governo ha il compito di vigilare sull’applicazione del contratto in materia di azzardo?

Vuole questo governo mettere la faccia e misurare la sua azione con un indicatore chiaro e trasparente del raggiungimento degli obiettivi? Vuole cioè assumere l’impegno a fermare la crescita della raccolta di azzardo in Italia che dopo avere sfondato i 100 miliardi nel 2017 ha fatto registrare un ulteriore record nel 2018 a circa 107 miliardi? Questo sarebbe un vero cambiamento: mai i precedenti governi hanno accettato questo impegno, tutti a dire che facevano lotta all’azzardo poi il mercato macinava record su record, mentre l’economia sana (e i redditi delle famiglie) restavano al palo.

Dove si vuol porre l’asticella? Sempre se si vuole. Al Sottosegretario Villarosa lancio l’appello di attuare una verifica su questa decisione e dare conto di come sia maturata, apparentemente in lesione delle sue deleghe. Da parte mia presentai lo scorso anno interrogazione per avere i dati della raccolta sulle slot machines per capire l’effetto della tanto sbandierata riduzione disposta dal PD: è stata vera riduzione o hanno tagliato rami secchi?
A questo punto chiederò i dati ufficiali su tutta raccolta in corso nel 2019 a tutt’oggi e per tutte le forme di azzardo, scommesse comprese. In attesa di capire chi lo guida, dobbiamo sapere almeno dove va l’autobus” conclude Endrizzi.

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