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Il progetto di legge in materia di prevenzione del gioco d’azzardo patologico approda in Commissione Politiche Socio Sanitarie del Consiglio Regionale del Veneto.

Il progetto di legge prevede, tra le altre cose, restrizioni alla istallazione di apparecchi da gioco a vincita. Nello specifico introduce l’obbligo al rispetto di una distanza minima di 300 metri iper i comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti e di cinquecento metri per i comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti da: a) servizi per la prima infanzia; b) istituti scolastici di ogni ordine e grado; c) centri di formazione per giovani e adulti; d) luoghi di culto; e) impianti sportivi; f) ospedaH, strutture ambulatoriali, residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario; g) residenze per anziani, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori, circoli da gioco per adulti; h) istituti di credito e sportelli bancomat; i) esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati; 1) stazioni ferroviarie e di autocorriere.

I comuni, anche in accordo tra loro, per esigenze di tutela della salute e della quiete e sicurezza pubblica, nonché di circolazione stradale, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge in esame “stabiliscono, per le tipologie di gioco, delle fasce orarie fino a sei ore complessive di interruzione quotidiana del gioco, secondo quanto previsto dall’intesa sottoscritta ai sensi dell’articolo 1, comma 936, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”.

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