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(Jamma)-  Marco Dinelli, consigliere portavoce del Movimento Cinque Stelle di Tarquinia (VT) torna a parlare della questione ludopatia all’indomani della presa di posizione del consigliere comunale di maggioranza Carola Regolo che ha puntato il dito contro gli stessi grillini per la mancata approvazione in consiglio comunale della mozione sulla ludopatia voluta dal Movimento Cinque stelle.

«Il Movimento 5 Stelle ha obbligato il consiglio comunale di Tarquinia, dopo vari rinvii, ad occuparsi di temi importanti come la lotta al Gioco d’azzardo patologico e l’idroelettrico comunale – spiega Dinelli – Lo ha fatto con due mozioni, entrambe bocciate dalla maggioranza».

«L’avvocato Carola Regolo, consigliere di area Pd, cerca in questi giorni di tamponare la brutta scelta del suo gruppo – attacca Dinelli – di respingere la nostra mozione sulla ludopatia, e mette le mani avanti per anticipare e arginare le critiche; va dicendo che la mozione è stata bocciata ‘‘per colpa del M5S’’ che ha scelto la votazione unica, anche dei punti sgraditi al Pd, come quello di concedere incentivi e sgravi fiscali agli esercenti che hanno scelto, o sceglieranno, di dire di no alle slot machine. Curiose le giustificazioni fornite dal Pd, che etichetta come ‘‘speciosa e impraticabile’’ una misura prevista esplicitamente dall’art. 4 della legge regionale 05/2013 (giunta Zingaretti), che chiaramente non deve considerarsi come ‘‘compensativa’’ ma come una misura “premiale” e finalizzata alla sensibilizzazione».

«Ribattiamo – tuona Dinelli – che si sarebbe trattato di un segnale importante, per far capire senza equivoci, da che parte sta il Comune. Non paga di voler addossare al Movimento responsabilità che appartengono solo alla maggioranza, la consigliera Regolo ha voluto colorire tutto con la frase ‘‘la montagna ha partorito il topolino’’ per affermare che il M5S si occuperebbe solo di cose di poco conto, declassando di fatto il problema della ludopatia».

«Il sindaco e la maggioranza – attacca Dinelli – fanno così finta di non vedere il dramma di decine di famiglie tarquiniesi, vittime del gioco d’azzardo patologico. Le slot colpiscono duro anche nella nostra città e occorre un segnale chiaro e univoco per contrastarle concretamente, senza addossare tutta la colpa al governo nazionale che “lucra e fa cassa”, perché il problema è qui e ora, e noi l’abbiamo sollevato per provare a risolverlo, ma l’amministrazione comunale frena con argomentazioni capziose».

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