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(Jamma) – “Il sindaco Virginia Raggi ha preso una decisione sbagliata perché ha trasferito il problema videogiochi dal centro storico alle periferie, che saranno ancora più affollate di giocatori in locali piccoli e non idonei, con i problemi di sicurezza che tutti possono immaginare. La nostra riforma invece è radicale perché affronta l’emergenza sociale creata dalla ludopatia”, è quanto ha dichiarato il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta in un’intervista al Mattino di Padova.

“Vogliamo ridurre l’offerta di gioco, sia dei volumi che dei punti vendita. L’ho presentata ai sindaci e alle Regioni nella conferenza unificata e la risposta è stata positiva. Il problema riguarda l’eccesso di offerta e quindi abbiamo deciso di tagliare drasticamente il numero di sale. Nel giro di un anno ne spariranno 130 mila in Italia, 11 mila delle quali in Veneto, con una riduzione del 30% ovunque (slot non sale, ndr)”. “Il governo deve fare autocritica – ha continuato Baretta – perché ha esagerato negli anni del boom. Un motivo c’era: lo Stato con questa strategia ha voluto contrastare il gioco clandestino che prospera ovunque. Non solo con le bische nei bar, ma con le sale scommesse illegali vere e proprie. Il sommerso è stato portato alla luce, ora si impone la razionalizzazione perché lo slot Awp di ultima generazione sono ovunque: entri al bar a prendere il caffè e ti trovi la macchinetta mangiasoldi tra i piedi e lo stesso vale per le tabaccherie”.

E per i baristi e tabaccai che temono pesanti perdite dei loro ricavi? “Ci saranno compensazioni con altre attività per chi resterà senza slot. Ma il governo per la prima volta vuole affrontare l’emergenza sociale legata allo spreco di denaro in una fase molto delicata dell’economia e delle tenuta del redditi delle famiglie: stiamo parlando di un business di 80-90 miliardi l’anno su cui è giusto riflettere e porre un limite”. “Il piano prevede diverse tappe, l’offerta verrà ridotta in primis nei cosiddetti esercizi generalisti secondari: alberghi, esercizi commerciali, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari. E cambieranno anche gli orari, con un’ apertura minima di 10 ore per le Awp, e dalle 14 alle 16 ore per le sale scommesse e le sale bingo, la cui distribuzione nell’arco della giornata va definita in una prospettiva il più omogenea nel territorio nazionale. Ho visto che i sindaci e i presidenti delle Regioni hanno reagito positivamente alla nostra proposta: siamo tutti impegnati a risolvere una grave emergenza sociale”.

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