A Saluzzo (CN) consiglio comunale spaccato sull’ordine del giorno con cui viene espressa contrarietà alle modifiche della legge regionale del Piemonte in materia di gioco e si propongono a livello nazionale politiche di riduzione dell’offerta. La mozione presentata dal gruppo di maggioranza “Insieme si può” non ha ottenuto l’unanimità. L’assise si è spaccata in due, tra favorevoli e astenuti. Così come – al proprio interno – l’opposizione.

L’ordine del giorno – si legge su targatocn.it – è stato presentato dal capogruppo Paolo Battisti: “Il gioco può essere un semplice e più che legittimo svago, ma anche diventare un’idea fissa distruttiva. Il gioco non va impedito, ma neanche agevolato e soprattutto va circoscritto a luoghi limitati. Il nostro Consiglio comunale, l’8 maggio 2013, aveva approvato, all’unanimità il ‘Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo’ nella quale si richiedevano, tra l’altro, leggi regionali in cui fossero esplicitati i compiti e gli impegni delle regioni per la cura dei giocatori patologici, per la prevenzione dei rischi del gioco d’azzardo, per il sostegno alle azioni degli enti locali. Sempre il nostro Consiglio comunale, il 26 febbraio 2015, aveva approvato, sempre all’unanimità mozione che auspicava l’approvazione, in tempi ristretti, da parte del Consiglio regionale l’approvazione di una legge organica in materia a tutela dell’allarme sociale dovuto ai rischi di ludopatia sempre più evidenti. Infine, la legge regionale del maggio 2016 che ha stabilito le norme per la prevenzione ed il contrasto alla diffusione al gioco d’azzardo patologico. Pertanto, in riferimento alla proposta di legge presentata dall’attuale maggioranza in Consiglio regionale, come peraltro richiesto da molte Associazioni che in questi anni si battono per il gioco d’azzardo patologico, visti anche i buoni risultati della legge regionale nei primi due anni di applicazione che ha determinato una forte contrazione del gioco con apparecchi automatici cui non è corrisposto un analogo investimento su piattaforme digitali, chiediamo un impegno all’Amministrazione comunale a manifestare al presidente della Regione e al Consiglio regionale la decisa contrarietà a qualsiasi modifica della legge del 2016, varata all’unanimità, che sta producendo risultati positivi nel contrasto al gioco d’azzardo patologico. Chiediamo un impegno a favorire iniziative di sensibilizzazione e disincentivazione al gioco diretti alla tutela delle fasce di popolazione statisticamente più deboli (pensionati, donne, studenti) e a promuovere iniziative di coinvolgimento dei cittadini e della società civile in difesa della legge regionale. L’Amministrazione si attivi nei confronti delle forze politiche attualmente al Governo nazionale affinché si elaborino politiche di riduzione dell’offerta di gioco e, sul medio periodo, si proceda a una nuova regolamentazione del settore che comprenda, nell’ordine, la difesa dei diritti primari come la salute, la convivenza civile, il risparmio e l’equità fiscale, l’interesse del gettito erariale, l’interesse del profitto privato”.

Paolo Demarchi (Lega), consigliere d’opposizione e, al tempo stesso, consigliere regionale di maggioranza. “In Regione vogliamo ripristinare la situazione ante 2016. Eliminare gli effetti della legge regionale per i bar, tabaccherie e per altre attività economiche che all’epoca dell’approvazione della legge avevano questo tipo di apparecchi. La legge non può essere retroattiva. E gli imprenditori che hanno il diritto acquisito di avere le macchinette devono poterle accendere. Vogliamo aprire un tavolo per scrivere una nuova legge regionale in materia, con distanze e luoghi sensibili rivalutate. Contro la ludopatia serve una campagna di sensibilizzazione che parte dalle scuole, dai giovani, per dire loro che le macchinette non fanno diventare ricchi, ma creano una dipendenza come droga e alcool. Crediamo tutti che serva una legge più bilanciata, a favore dell’imprenditoria. La ludopatia non si sconfigge uccidendo chi ha investito capitali e ora non fa fatturato. Il Piemonte è già in ginocchio e noi facciamo una battaglia per una legge che non ha effetti, alimentando il gioco illegale, arricchendo la criminalità organizzata. Da sempre siamo per il rispetto delle regole, il mio partito è per il buonsenso, e con tutto il Centrodestra unito chiediamo di cancellare la retroattività di questa legge. Chi vuole farsi aiutare deve essere aiutato, al nostro tavolo siedono anche i servizi contro le dipendenze e varie Associazioni. Non è mettendo i lucchetti alle macchinette che si risolvono i problemi”.

Carlo Savio: “Ero stato uno dei promotori di un ordine del giorno insieme a Stefano Quaglia volto a spingere la Regione a fare una normativa di contrasto al gioco d’azzardo. L’assurda contraddizione nazionale è che da una parte lo Stato beneficia fiscalmente del gioco azzardo e dall’altra lo vuole bloccare. Era stata partorita una normativa stringente, con una diminuzione del gioco d’azzardo e dei suoi costi sociali. La proposta della Lega è tesa anche a salvaguardare l’imprenditoria. Sono d’accordo, e capisco che c’è questo problema, ma di fronte al rischio di costi sociali enormi, l’imprenditoria deve fare un passo indietro. Il rischio e il timore che giovani e anziani hanno, di fronte a questo tipo di giochi e comportamenti oggettivamente molto gravi devono avere il sopravvento. Qualsiasi macchinetta in più utilizzata è un rischio potenziale per la nostra collettività. La proposta di legge secondo me porta ad allargare le maglie dell’offerta di queste macchinette, che non mi può vedere favorevole”.

Savio ha poi chiesto soltanto la rimozione (accolta dalla maggioranza) di un inciso (definito “del tutto irrilevante”), nel testo della mozione, che aveva un rimando all’ultima campagna elettorale prima delle elezioni regionali. Una modifica che – di fatto – ha “sbloccato” il suo voto favorevole all’ordine del giorno. Qui si è registrata la prima spaccatura interna all’opposizione, anche se – va detto – non è la prima volta che Carlo Savio si disallinea rispetto alle posizioni degli altri gruppi di minoranza.

Fulvio Bachiorrini, pur essendo “contro qualsiasi forma di gioco d’azzardo”, essendo “un fenomeno a cui prestare particolare attenzione soprattutto verso i giovani”, ha attribuito alla mozione “una finalità condivisibile, ma non nella forma”, proponendo anch’egli una modifica al testo del documento, ammettendo di “essere arrivato in ritardo” e di “non aver fatto una segnalazione” in tempo utile. “Me ne rammarico, ma la forma non mi convince: le proposte di legge sono di Lega e Movimento 5 Stelle. La maggioranza in Regione ha avviato una consultazione pubblica su queste proposte. Il dibattito è ancora aperto”. Bachiorrini ha proposto l’eliminazione di un intero capoverso del testo della mozione.

Una richiesta però rigettata dalla maggioranza: “Avete il documento da marzo. – la risposta di Battisti – Demarchi invoca una ripartenza, ma con la tragedia che abbiamo avuto se dobbiamo ripartiamo da un aumento del gioco d’azzardo non sia un granchè. Gli imprenditori toccati dalla legge hanno potuto reinventarsi. Pertinente la richiesta di Savio, non siamo invece d’accordo a rivedere completamente il testo dell’ordine del giorno. Ci sarebbe piaciuto un’approvazione all’unanimità, ma se non è possibile i distinguo rimarranno i distinguo: noi siamo fermi su questa linea”.

La posizione dell’assessore Andrea Momberto: “Ribadisco l’importanza dell’argomento trattato. Ogni anno ci rendiamo conto del fenomeno e degli effetti che provoca anche nella nostra comunità. Gli effetti della legge si vedono, secondo me. Il Sert ci conferma, negli ultimi anni, un aumento costante di persone che si rivolgono a questi servizi, dove comunque arriva la punta dell’iceberg. È pericoloso andare a dare segnali di allentamento alle maglie di contenimento di questo fenomeno”.

Per Domenico Andreis, anch’egli del gruppo d’opposizione della Lega, questo è: “Un tema che tocca le coscienze. Non mi piace vedere baristi che danno tutti giorni da bere agli alcolisti, con la coscienza a posto, e non mi piace vedere imprenditori che fanno affari su questa malattia. Sono malattie che costano al Servizio sanitario e che devono essere ben tenute sotto controllo. È anche vero che lo Stato rinuncia a milioni di imposte sul gioco d’azzardo. Gli italiani sono popolo di giocatori che preferisce l’azzardo alla salute. Ce n’è per tutti. Così come formulato, l’ordine del giorno, condivido gli interventi di Savio e Bachiorrini. Mi scuso per non aver apportato consigli e migliorie. Ma se si fosse partito tutti insieme avremmo potuto aver un ordine del giorno formulato meglio”.

Una posizione non proprio allineata a quella del collega Demarchi, con la Lega che si è ritrovata ad avere, nello stesso gruppo, un consigliere a favore dell’imprenditoria e un altro consigliere contro quegli imprenditori “che fanno affari sulla ludopatia”.

Gli emendamenti di Savio e Bachiorrini sono stati messi ai voti. E le votazioni hanno confermato un quadro “confuso”: la prima proposta ha ottenuto il favore della maggioranza, dello stesso Savio e di Andreis (astenuti Piano, Bachiorrini, Demarchi e Scaletta).

Il secondo, invece, è stato respinto: contraria la maggioranza, astenuto Savio e favorevoli Bachiorrini, Piano, Demarchi, Andreis e Scaletta.

Infine, il voto sull’ordine del giorno nel suo complesso. Dopo l’unanimità del 2008 e del 2015, questa volta la lotta alla ludopatia, con un documento proposto da “Insieme si può”, è stata appoggiata solo dalla maggioranza e da Carlo Savio. Astenuta la restante parte della minoranza.