La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta del 3 dicembre, ha approvato un ordine del giorno, in materia di Parchi divertimento e Parchi tematici.
Il documento è stato poi trasmesso dal presidente, Stefano Bonaccini, al ministro Dario Franceschini per l’eventuale adozione di atti conseguenti.

La richiesta è contenuta in un ordine del giorno inviato al ministro Dario Franceschini

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome,
ATTESO che il comparto dei “parchi divertimento” è attualmente assimilato alle attività di “spettacolo viaggiante”, ma da un decennio almeno si configura come industria operando come impresa turistica, pur non avendo ancora ottenuto tale riconoscimento a livello normativo.
ATTESO che, in quanto attività di spettacolo, tali imprese non hanno potuto beneficiare né del Fondo Emergenze Spettacolo, né del Fondo Emergenze Turismo del MIBACT, e non possono accedere neanche agli interventi introdotti dal DL Ripresa.
ATTESO, inoltre, che il DPCM 13 settembre 2002, che ha recepito l’accordo tra Stato e Regioni del 14 febbraio 2002, in materia di “Principi per l’armonizzazione, la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico”, nell’Allegato, all’art. 1, lett. b), n. 2 considera imprese turistiche anche i parchi a tema.
CONSIDERATO non di meno che l’emergenza in atto sta mettendo a dura prova l’economia turistica italiana, le aziende italiane ed anche le migliaia di dipendenti del settore.
CONSIDERATO che il comparto dei Parchi Permanenti raggruppa, parchi a tema, i parchi acquatici e i giardini zoologici, circa 180 strutture sul territorio nazionale, occupando direttamente oltre 25.000 persone e registrando oltre 400 milioni di Euro di fatturato annuale ed oltre 1 miliardo di Euro come indotto. Di queste 25.000 persone la gran parte non ha diritto alla cassa integrazione in quanto con contratto stagionale e non ancora assunti al momento dell’inizio della pandemia.
CONSIDERATO, inoltre, che tutti i parchi hanno protocolli di gestione dei rischi legati alla gestione dei flussi di clienti, verificati annualmente (insieme a tutti gli aspetti operativi) dalla Commissione Provinciale di Vigilanza sui luoghi di spettacolo, insediata presso la Prefettura.
ATTESO che, considerato quanto sopra, la Conferenza delle Regioni e Province Autonome ha già formulato una proposta emendativa di pari contenuto della presente istanza al DL n. 34/2020, come convertito dalla Legge n. 77/2020, ma senza sortire alcun esito.
CONSIDERATE le premesse di cui sopra, al fine di sostenere il settore turismo e i relativi livelli occupazionali, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
chiede al Governo di
inserire i parchi divertimento tra le imprese turistiche integrando l’artico-lo 4, comma 1), dell’Allegato al D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79, con le parole “e i parchi divertimen-to”, nonché di modificare il Codice Ateco di tali strutture da 93.21 ad uno della categoria 55;
– inserire i parchi acquatici/divertimento con Codice Ateco 93.21.00 tra i destinatari dei benefici riconosciuti al settore turismo.
Roma, 3 dicembre 2020