“Le mia battaglia politica sul tema del gioco pubblico è antecedente all’entrata in vigore della legge del Piemonte. Parlai con il capogruppo del mio partito oltre che con Chiamparino chiedendogli delle modifiche radicali, e prima ancora di diventare consigliere regionale dissi che si stava facendo un grosso sbaglio, spiegandone i motivi. Evidenziai che era una legge che andava a punire l’esistente e non il futuro, che non teneva contro dei gravi problemi occupazionali che andava a creare e che soprattutto aveva un’idea di fondo moralizzatrice, di Stato etico, che in realtà non è solo irrealizzabile, ma anche sbagliata. Infatti, alla fine, non abbiamo minimamente inciso sulla vicenda del gioco, abbiamo distrutto un settore, quello delle Awp, e arricchito le multinazionali che contiuano a fare i propri affari”.

E’ quanto dichiarato in un’intervista a Jamma dal consigliere regionale del Piemonte, Luca Cassiani (Pd).

“O si fa una scelta radicale, che può essere sbagliata ma almeno comprensibile, vietando tutto oppure non ci siamo. Basta andare dai tabaccai e vedere la coda di persone che gioca alle lotterie istantanee o con i gratta e vinci. La ludopatia e il gioco esistono, con questa legge iniqua ci si è soltanto lavati la coscienza. Per il popolo è un intervento contro il gioco d’azzardo, ma in realtà è solo un modo ipocrita per aver fatto qualcosa, che in realtà non ha sortito alcun effetto. I dati parlano poi chiaramente di un esponenziale aumento dell’online, dove si può giocare a tutto con un semplice cellulare 24 ore su 24. E’ chiaro che la politica non dovrebbe vietare e proibire, ma educare ad un gioco responsabile. Non ha senso colpire solo alcuni giochi, favorendone altri e soprattutto incentivando l’illegalità. In Piemonte ci sono ogni giorno notizie che evidenziano come le organizzazioni criminali siano entrate pesantemente nel mondo del gioco illecito, perchè quello lecito è stato in qualche modo espulso”.

L’intervista integrale sarà disponibile sul prossimo numero di Jamma Magazine.