Ieri mattina Mario Draghi si è recato alla Camera per comunicare le sue dimissioni e la fine del suo Governo.

Dopo le dimissioni formalizzate nelle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella, per l’inquilino di Palazzo Chigi è iniziata iei una giornata fatta di passaggi istituzionali: il Consiglio dei ministri che approva la direttiva per gli affari correnti, l’andirivieni verso il Quirinale per la controfirma del decreto di scioglimento delle Camere prima e di quello che indica nel 25 settembre la data del voto poi. In Cdm Draghi prova a coinvolgere i partiti in una gestione ordinata dei prossimi mesi che comprende anche il proseguo dell’iter di conversione di alcuni provvedimenti.

A cominciare da quello sulle Semplificazioni, esame in Aula fissato per il 25 luglio prossimo. La scadenza dell’iter è previsto per il 20 agosto prossimo. Peccato dover constatare che svanisce, nell’ambito d’iter di esame, di pote inserire il provvedimento da tempo tanto atteso e che avrebbe potuto portare alla cancellazione dell’imposta sugli intrattenimento epr gli apparecchi da gioco senza vincita in denaro.

La norma in questione aveva trovato sostenitori in alcuni esponenti della maggioranza e sembrava essere una ipotesi non troppo irreale. Vista la situazione attuale, semmai il decreto concludesse il suo iter, è facile pensare che non verrà modificato rispetto alla versione attuale. Quindi nessuna cancellazione di quella che era stata definita da alcuni come una tassa inutile, un balzello che poco incide nelle casse dello Stato (insieme a molte altre piccole tasse).

Molto più remota la possibilità che da qui ai prossimi mese ( e forse nemmeno nella prossima legislatura) si parli di Legge di Riordino del settore giochi. A ormai cinque anni suonati dalla famosa intesa Stato/Regioni sull’ipotesi di riodino, è lecito pensare che questa non sarà una priorità per il prossimo Governo (sicuramente non nei primi mesi).

Altra questione quella dell possibile inserimento di disposizioni in materia di giochi nella prossima Legge di Manovra. Nei giorni scorsi l’ormai ex Sottosegretario al Mef, Federico Freni, aveva rassicurato circa il fatto che erano previste nuove imposte per il settore giochi. Confidiamo sul fatto che almeno questa scelta sia anche quella di chi dalle prossime settimane metterà mano alla boza della Legge di Bilancio per il 2023.

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