liguria
Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – In mattinata è stato licenziato a maggioranza dalla seconda commissione della Regione Liguria il “Disegno di legge 192: proroga del termine di cui all’articolo 2 comma 1 della legge regionale 30 aprile 2012, n. 17 (Disciplina delle sale da gioco)”. In seguito, nel pomeriggio, il ddl è stato approvato, sempre a maggioranza, anche in Consiglio.

Art. 1 – 29 presenti/29 votanti – 16 (favorevoli) 13 (contrari)

Art. 2 – Dichiarazione di urgenza – 29 presenti/29 votanti – 16 (favorevoli) 13 (contrari)

Votazione testo nel suo complesso – 29 presenti/29 votanti – 16 (favorevoli) 13 (contrari)

Il Presidente della Regione, Giovanni Toti, ha dichiarato: “Credo che oggi il consiglio abbia fatto un buon lavoro, avremo modo di confrontarci sul tutto. La complessità dell’argomento e una serie di eventi a catena hanno portato a questa proroga. Non credo che uno o due mesi in più siano un problema. I provvedimenti piu difficili sono quelli che vedono scontrarsi esigenze che sono tutte legittime. Siamo davanti ad un percorso molto complicato, non è facile semplificare, bisogna tenere conto delle legittime esigenze di tutti. Le questioni da discutere sono tante, mi auguro si riesca a chiudere tutto prima della pausa estiva, sono certo che avremo posizioni differenti, ma se i toni rimarranno quelli di oggi potremo fare un buon lavoro”.

Di seguito tutti gli interventi in consiglio regionale.

Andrea Melis (M5S): “Ci accingiamo a discutere un testo molto breve. Si va a prorogare la legge regionale in previsione di un nuovo testo unico sul gioco d’azzardo patologico. Siamo al 26 aprile e stiamo discutendo di una nuova proroga di quanto avevamo già prorogato lo scorso anno. Va detto che anche il modo con cui è stato calendarizzato il percorso un po’ stride con il regolamento interno. E’ già successo ma credo che questo approccio vada ridotto il più possibile. Servirebbe un dibattito molto ampio e le tre ore attuali non basteranno. Parliamo di un fenomeno che ha riflessi su salute, economia, infiltrazioni di tipo malavitoso. Sembra che circa il 12% della spesa delle famiglie liguri venga bruciato nel tentare la sorte secondo i dati stimati dai Monopoli. Si tratta di un’enormità di denaro, dobbiamo riflettere quindi di cosa stiamo parlando. Se questo denaro circolasse nell’economia reale la nostra Regione avrebbe un impulso economico e di sviluppo importante. Per non parlare dell’impatto sulla salute, il gap è riconosciuto dai Lea, il nostro compito è quello di contenere questa diffusione quanto più è possibile. Quanto pesa il gioco online? Sicuramente peserà sempre di più, ma la Regione non ha gli strumenti per contenerlo, dobbiamo fare la nostra parte su quello che possiamo. Si auspica che lo Stato centrale faccia il resto in base alle loro competenze. I casi di gap sono in aumento, anche se alcuni dicono che non è così. Non sfruttando l’opportunità concessa dalla legge regionale, anche se migliorabile, stiamo sbagliando. Si è detto di aspettare quanto stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni, ma questa comunque dice che le Regioni e gli enti locali possono portare avanti anche iniziative più restrittive. Basti vedere quanto fatto dal Piemonte. In Liguria il fenomeno c’è, ma invece di avere un atteggiamento forte su questo tema non prendiamo coraggio e non portiamo a termine un percorso avviato anni fa. E’ necessario sostenere quegli esercizi che vogliono uscire da questo tipo di spirale, serve un cuscinetto per compensare i mancati introiti. Questo è un percorso che si deve fare in maniera organica. E’ la cosa più utile per sostenere chi si vuole disfare delle macchinette, mantenendo il locale e l’impiego del personale. Presidente la invito a non fidarsi di quello che le ho detto, ma controlli i dati dei Monopoli, e rifletta su quello che si potrebbe fare con i soldi che finiscono nel gioco d’azzardo”.

Giovanni Battista Pastorino (Rete a Sinistra e Liberamente Liguria): “I legislatori della precedente legislatura avevano fatto un provvedimento, perfettibile, che però rappresentava la valorizzazione di un percorso difficile che aveva fatto si che la Regione Liguria avesse trovato un equilibrio tra l’istanza di molte parti sociali e politiche e una norma. La norma del 2012 era un punto di equilibrio. Molte istanze prese da quella legge venivano dai rappresentanti della minoranza che oggi è maggioranza. Oggi quel provvedimento viene destrutturato, capisco che in 5 anni sono cambiate alcune cose, però il problema si è infittito, è cresciuto, quindi per certi versi la scelta della Liguria di essere rigorosa avrebbe dovuto essere oggi più forte. Invece si riprende il minimo sindacale stabilito in Conferenza Stato-Regioni. C’è oggi un arretramento pesante. Per anni non si è capito come applicare la legge, non è possibile che non sapessimo che ci fossero delle situazioni sottostanti di difficoltà economica di alcuni esercizi. L’anno scorso abbiamo fatto una proroga in bianco, le esigenze di molti rappresentanti degli esercizi commerciali hanno preso il sopravvento, questo perchè le persone colpite dal gap non sono in grado di rappresentare le proprie istanze come invece riescono a fare i commercianti. La legge del 2012 avrebbe meritato di andare in vigore già un anno fa, con miglioramenti in corso d’opera. Partire sempre tardi mi fa sorgere dei dubbi sulla capacità che avremo di fare velocemente una buona legge. Mi auguro ci sia una spinta della giunta a confrontarsi con le minoranze e i corpi sociali per imbastire una discussione vera. Sembra non ci sia stata da parte della maggioranza una riflessione sulla complessità del problema. Speriamo parta un percorso virtuoso, noi comunque voteremo sicuramente contro un provvedimento incompleto che ci lascia perplessi. La maggioranza ha deciso di fare nel 2017 e nel 2018 la stessa cosa, con l’aggravio che in questo anno ci sarebbe potuta essere un’interlocuzione vera”.

Sergio “Pippo” Rossetti (Pd): “La proroga di oggi è un macroscopico errore in riferimento al contrasto dell’azzardo. Il 2017 la ratio della legge votata all’unanimità era evidente, avevamo trovato un punto di sintesi: nuove concessioni vicino ad aree sensibili non sono più ammissibili. Oggi per fortuna il permanere della legge ha impedito negli anni l’apertura di nuove concessioni, poi ci si poneva però il problema della crisi. Volevamo la riduzione del gioco d’azzardo, la giunta Toti malgrado le dichiarazioni in realtà con il proprio comportamento ha dimostrato la volontà di non assumersi le responsabilità, scaricando il problema della riduzione sul governo e sull’accordo Stato-Regioni. Proprio questo accordo vi aveva dato tutta la possibilità di lavorare nella direzione della salvaguardia della legge del 2017, non lo avete fatto, dicendo che c’erano aziende in crisi. Vi abbiamo allora chiesto di darci dei dati, e non solo non sono arrivati, ma questa Regione non ha voluto assumere l’area di crisi per coloro che hanno le concessioni, cosa che noi invece continuiamo a chiedere. Anche il Garante dell’Infanzia, dopo aver detto che la sua espressione non è politica, ha confermato che i minori in Liguria saranno danneggiati dalla proroga. Questa proroga fa male ai liguri, potevate fare molto lavoro in questi due anni e mezzo. Abbiamo chiesto di aprire una struttura terapeutica, di intervenire sulla pubblicità, potevamo fare formazione, non è stato fatto niente. Proroga, accordo Stato-Regione e sanatoria, questo avete fatto. Avevamo una legge rigorosa, che andava gestita, che ha dato buon frutto sulle nuove concessioni e poteva dare uno straordinario frutto per regolare le altre concessioni. E’ evidente nelle vostre scelte l’interesse elettorale. Invece di fare la proroga avremmo potuto inserire degli elementi di miglioramento. Perchè tutte le tappe promesse non sono state mantenute? Ad oggi esiste una sola interlocuzione, che è quella con i gestori”. (segue)

Marco De Ferrari (M5S): “A quale gioco stiamo giocando? Vorremmo sapere cosa ne pensa l’invisibile successore di Rixi, ancora non presente in consiglio regionale. Gli esercizi commerciali hanno avuto 5 anni più 1 per mettersi in regola e il centrodestra ha avuto 3 anni per cercare di aiutare gli esercizi commerciali senza slot, come gli sgravi fiscali. Non solo c’è un danno forte all’economia ligure, bisogna pensare anche ai malati di azzardo, che sono triplicati dal 2011 ad oggi. La salute dei cittadini va messa al primo posto, come la lotta al gap, che viene sempre rimandata e non si affronta di petto. L’azzardo sottrae 2,5 miliardi di euro all’anno dalla nostra economia, se questo mare di soldi venisse investito sul circuito economico sarebbe molto meglio. E’ irresponsabile intervenire con una proroga, soprattutto dopo tre anni di legislatura. Andrebbe introdotto il divieto assoluto di pubblicità, come sosteniamo a livello nazionale, servirebbero trasparenza finanziaria per le società di gioco d’azzardo e lotta al conflitto di interessi con la politica, abolizione dei concessionari, eliminazione del machine gambling, tessera pesonale per prevenire l’azzardo minorile, limite di spesa, campagne informative, più risorse a forze dell’ordine e magistratura, maggior potere a Regioni e Comuni, ecc. ecc.”.

Giovanni Lunardon (Pd): “Nel 2012 si era deciso di tutelare la salute dei cittadini, a scapito del comparto economico ed occupazionale. Si poteva fare di più, sia allora che in questi due anni e mezzo, anche per il settore del gioco. Bastava copiare le migliori prassi di altre Regioni, che hanno scelto di attivare la leva fiscale per premiare quegli operatori che avevano deciso o potevano decidere di non avere nella propria attività le slot machine. Questo hanno fatto le Regioni virtuose, e questo avremmo dovuto fare noi, senza dover sovvertire la giusta legge del 2012. Voi avete scelto un’altra strada, tra la salute e le lobby dell’azzardo avete scelto di stare dalla parte delle lobby, è legittimo, ma dovete assumervene la responsabilità. Non avete avuto il coraggio di rivendicare questa scelta. La commistione tra alcuni esponenti della Lega e società che gestiscono le sale giochi evidenziano che ci sono chiari interessi elettorali. Non c’è nulla di male, ma assumetevene la responsabilità. Invece avete voluto utilizzare pretesti, che andrebbero banditi, avete voluto giustificare lo smantellamento della norma del 2012 appellandovi all’intesa Stato-Regioni, che in realtà con c’entra assoutamente nulla, anche perchè quell’intesa non è efficace perchè non è mai stato emanato un decreto attuativo. Al di là dell’intesa le Regioni hanno piena autonomia di avvalersi della propria legislazione, lo dice la Corte Costituzionale, e altre Regioni lo hanno fatto”.

Francesco Battistini (Rete a Sinistra e Liberamente Liguria): “La legge del 2012 prevedeva l’entrata in vigore nel 2017, ci sono stati 5 anni di margine. Periodo completamente reso infruttuoso, perchè ancora oggi non si conoscono i dati sul ricavato medio che c’è per l’installazione di una slot in un esercizio, mancano studi che potevano essere fatti. Nel 2017 si è fatta una proroga, facendo varie promesse, tutte disattese, siamo di fronte ad un chiaro fallimento. Oggi ci proponete una proroga sine die, non si stabilisce infatti una data ben precisa, sapendo che questa maggioranza la prima proroga l’ha già bucata. La vera sfida, che non avete colto, stava nel dare incentivi a chi voleva dismettere gli apparecchi, per sostenerli economicamente. Ho il dubbio che voi non vogliate neppure prendervi la responsabilità delle vostre azioni, state affossando una legge già approvata e non volete nemmeno metterci la faccia”. (segue)

Valter Ferrando (Pd): “La ludopatia è una patologia, cresciuta a livelli esponenziali. Questo è avvenuto perchè a differenza delle altre, in questo caso non si è fatto nulla per combatterla ma si è addirittura stimolata. Nonostante fossi contro la proroga ho provato a capire se si potesse fare una proposta di proroga stabilendo dei tempi certi, ma mi è stato risposto di no e questo mi ha lasciato particolarmente perplesso”.

Claudio Muzio (Forza Italia): “Dimentichiamo che viviamo in uno Stato che il gioco d’azzardo lo promuove. Rispetto a una legge del 2012 che ho sentito decantare come legge all’avanguardia, io su questo ho qualche perplessità, perchè una legge all’avanguardia non avrebbe dovuto entrare in vigore 5 anni dopo la sua approvazione è evidente che c’erano degli elementi di debolezza in quella legge. Non so se il proibizionismo possa essere una risposta a questa problematica, se gli incentivi economici che si possono dare alle attività con slot possano aiutare, penso che bisognerebbe esaminare il problema in maniera ben più ampia, cercando risposte di più ampio respiro. Ho trovato la legge della Toscana molto interessante, se l’obiettivo è fare una buona legge non credo che qualche mese in più sia un problema insuperabile. Lo smartphone permette di giocare comunque cifre esorbitanti, via web è lo stesso, e noi pensiamo di risolvere tutti i problemi mettendo un tappo a una botte che perde acqua da tutte le parti. Con una legge di questo tipo non ci mettiamo la coscienza apposto”.

Franco Senarega (Lega Nord Liguria – Salvini): “Stiamo tralasciando il problema dell’online. Avevamo poi proposto un tesserino che controlli la situazione economica delle persone. Cerchiamo di incidere con sistemi efficaci, sono stati fatti progetti per combattere la ludopatia in varie Regioni, ma per un ricorso al Tar è tutto bloccato. Serve un occhio di riguardo anche per quelle attività che in questi anni si sono impegnate, ci sono mille motivi per dare una proroga e poi lavoreremo insieme per trovare la migliore soluzione possibile”.

Andrea Melis (M5S) ha replicato: “C’è il gioco online e allora non facciamo niente? Questo approccio non lo concepisco. Intanto interveniamo dove possiamo, non è possibile dire ‘è talmente complesso che allora non facciamo nulla'”.

Commenta su Facebook