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“Esprimo soddisfazione. Sono state introdotte disposizioni che affrontano temi importanti per il Lazio”. Questo il commento del consigliere regionale Enrico Panunzi dopo l’approvazione della proposta di legge sulle “Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale”.

“È stato fatto un buon lavoro. – prosegue l’esponente del Partito Democratico – Il confronto in aula è stato proficuo e ha permesso di migliorare ancora il provvedimento licenziato dalla commissione Bilancio di cui faccio parte. La legge contiene interventi significativi in materia di trasparenza amministrativa, ambiente, agricoltura, caccia, pesca, tutela del territorio, semplificazione in materia di lavoro, attività produttive e cultura, enti locali, enti strumentali, società regionali, di tutela della salute e politiche sociali”. Prosegue quindi la stagione del cambiamento, nel segno di una maggioranza capace di parlare con i fatti. “Chi amministra ha l’obbligo e il dovere di essere concreto e di dare risposte alle istanze dei cittadini. – aggiunge il consigliere regionale – Con questa legge andiamo nella giusta direzione, proseguendo la strada del rilancio e dello sviluppo intrapresa cinque anni fa dall’amministrazione Zingaretti. Un esempio concreto, la prosecuzione della ristrutturazione per ridurre ancora il debito della Sanim, la spa costituita nel 2002 nella sanità che ha causato gravissimi danni al bilancio della Regione Lazio”.

Panunzi pone l’attenzione sugli emendamenti di cui è stato primo firmatario o sottoscrittore: “Sono stati tutti approvati. –afferma il consigliere regionale – Contengono misure per contrastare il gioco d’azzardo, garantire maggiore competitività nel settore agricolo e favorire la partecipazione dei comuni ai programmi di valorizzazione territoriale promossi dalla Regione Lazio. L’aula ha anche accolto l’emendamento del collega Sergio Pirozzi, già condiviso in XII commissione e che mi ha visto tra i firmatari, per impedire l’abbandono delle aree terremotate. Rappresenta il primo e unico caso in Italia riguardo a provvedimenti regionali per le seconde case nei comuni distrutti dal sisma. È stato inoltre accolto, con una proposta di riformulazione fatta dal sottoscritto, un articolo aggiuntivo che sospende fino all’approvazione della carta idrogeotermica regionale e, non oltre sei mesi, tutte le attività propedeutiche all’autorizzazione di impianti geotermici ad alta e media entalpia. Ho partecipato in questi anni a incontri, convegni e conferenze, dove ho espresso pubblicamente la mia posizione. Questo atto lo conferma ancora. Non è la geotermia il futuro della Tuscia”.

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