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(Jamma) E’ un incontro molto importante quello previsto per domani a Ferrara tra l’assessore alla Sanità, Servizi alla Persona, Politiche Familiari Chiara Sapigni e le associazioni di categoria di esercenti e tabaccai, Acli, Arci, Endas e gli altri enti, sulla applicazione delle norme restrittive alle slot.

“Intendiamo applicare la legge regionale nel migliore dei modi, ma siamo consapevoli dell’impatto che avrà sulle attività commerciali che istallano slot e sulle sale giochi, per cui prima di procedere intendiamo attivare un canale informativo e di collaborazione con le associazioni di categoria”.

Associazioni che oggi scendono in campo per scongiurare la chiusura di molte attività commerciali a causa dell’applicazione delle distanze minime dai luoghi sensibili.

“Sono in effetti una settantina le macchinette installate in esercizi pubblici di paese, che per loro natura sono molto vicini a chiese e scuole, e in effetti il problema della loro sopravvivenza con l’attivazione delle legge regionale ci è stato posto – ammette l’assessore Chiara Sapigni – Stiamo studiando una soluzione, non siamo nelle condizioni di fare distinzioni tra esercizi commerciali privilegiando quelli dei paesi, ma si potrebbero prevedere dei sostegni alle attività di animazione e agli esercizi pubblici che ne promuovono, attraverso un sistema di contributi distribuiti attraverso bandi. In questa maniera si promuoverebbero anche le attività alternative al gioco d’azzardo».

Questi aiuti si sommeranno a quelli già previsti dalla Regione per i negozi delle zone rurali e montane che erogano servizi di vario genere, «i bandi usciranno a breve – è la previsione di Marcella Zappaterra, consigliera Pd – per tenere assieme la lotta alla ludopatia con il sostegno alle piccole comunità”.

Sarà questa una delle questioni al centro dell’incontro di domani, anche se gli esercenti hanno già fatto sapere di considerare il problema in una dimensione più ampia, “è una legge che rischia di mettere in crisi un intero settore” è l’allarme lanciato nei giorni scorsi da Confesercenti.

In effetti i numeri relativi al fenomeno-slot in città sono consistenti: 230 luoghi dove sono ospitate le slot, tra sale dedicate ed esercizi pubblici ospitanti, 470 impianti tra slot e videolottery. L’amministrazione comunale intende proporre alternative alle sale che dovranno trasferirsi (si dovrebbe trattare di un numero limitato di attività), individuando magari un’area specifica al di fuori delle mura dove concentrarle: anche per questo motivo la mappa dei luoghi sensibili, pronta da tempo, sarà resa nota per la prima volta al tavolo degli esercenti. Poi toccherà al Comune dare impulso alla norma regionale, inviando una lettera ad ogni titolare di slot per chiedere loro se si trovano o meno all’interno dei 500 metri, e di prendere le decisioni conseguenti. Il tutto sarà quindi oggetto di una specifica delibera.

 

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