Il governo metropolitano di Tokyo ha chiarito l’affermazione del governatore Yuriko Koike secondo cui tutte le sale di pachinko di Tokyo hanno ottemperato alle richieste di sospensione dell’attività a partire da martedì mattina.

“Delle 156 sale che abbiamo visitato, non ce ne è nessuna ancora aperta”, ha detto un funzionario del governo, aggiungendo che stanno ancora indagando su circa 600 altre sale di pachinko nella capitale.

Koike, che inizialmente aveva pianificato di rendere noti i nomi delle sale di pachinko che si rifiutavano di conformarsi dopo martedì, ha detto ai giornalisti che non sono state trovete sale non confrormi.

A partire da domenica, 156 sale sono ancora aperte, ma il numero è sceso a 22 lunedì, dopo che 60 funzionari del governo metropolitano in 15 squadre hanno visitato direttamente le aziende non conformi e ne hanno chiesto la chiusura.

Diversi funzionari hanno già richiesto e consegnato una richiesta scritta di chiusura a una sala di pachinko nel quartiere di Katsushika che è stato trovato operativo martedì pomeriggio.

Sotto lo stato di emergenza a livello nazionale, valido fino all’ultimo giorno delle festività della Settimana d’oro, il 6 maggio, i governi della prefettura non hanno il potere legale di forzare la conformità con le richieste di chiusura delle attività non essenziali, ma sono autorizzati a nominare pubblicamente le società non conforme in modo da dimostrare che non sono socialmente responsabili.

Con molte aziende e servizi a cui è stato chiesto di chiudere, alcune sale di pachinko sono rimaste aperte e hanno continuato ad attrarre clienti.

I residenti si erano lamentati che era ingiusto che le attività continuassero a funzionare anche dopo le richieste di chiusura e hanno espresso preoccupazione per la diffusione del virus.