Riunione in videoconferenza per i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, il Comune di Campione e l’amministratore unico della società, Marco Ambrosini, per spiegare il motivo del mancato invio del piano di rientro dai debiti entro i termini (15 giorni) concessi dal Tribunale di Como.

Come si legge sul corrieredicomo.it «Abbiamo apprezzato la convocazione – spiega Vincenzo Falanga, segretario generale della Uil Funzione Pubblica del Lario –. Purtroppo però non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Il Comune e Ambrosini hanno spiegato le motivazioni che hanno spinto a chiedere più tempo al Tribunale per il piano. Ci hanno sottoposto gli elementi su cui stanno lavorando. Stanno provando in ogni modo a riaprire il Casinò. Però non devono convincere il sindacato della bontà del piano, ma il Tribunale a concedere più tempo, sempre che questo oggi ci sia ancora per le persone, i dipendenti e le loro famiglie». Falanga evidenzia infatti come i 30 addetti comunali che si occupavano delle operazioni di controllo del Casinò non ci siano più. «Stiamo parlando di figure professionali che non esistono nelle altre amministrazioni o enti locali – spiega sempre Falanga –. Nel caso di una nuova apertura queste persone andrebbero formate per il ruolo».

«Un conto è la teoria, la volontà di riaprire, un conto è la pratica – dice il sindacalista –. Una buona parte dei lavoratori del Casinò fortunatamente è riuscita a ricollocarsi altrove, in Svizzera o in altri settori. Per tutti i dipendenti la società dovrà comunque gestire gli aspetti contrattuali e le pretese di riconoscimento anche in termini economici su retribuzioni non versate e Tfr. Come sindacato siamo disposti a fare sicuramente la nostra parte, ma questi aspetti non si possono certo sottovalutare».