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Il Sottosegretario Stefano Candiani ha risposto oggi ad una interrogazione presentata da alcuni onorevoli del M5S in merito alla moratoria sulla entrata in vigore della legge regionale della Puglia in materia di gioco d’azzardo patologico evidenziando “la necessità di introdurre una disciplina unitaria di settore, al fine di scongiurare il rischio che su tale tematica si determino, nei diversi territori, inerzie, che ritardino l’attuazione della normativa sul contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”.

L’interrogazione chiede al Governo quali direttive intenda emanare, nei confronti dei prefetti e dei questori, al fine di fronteggiare i rischi di un eventuale «doppio messaggio normativo» nella regione Puglia, in caso di emanazione della moratoria appena richiamata, nonché quali direttive e circolari del Dipartimento della pubblica sicurezza ritenga di promuovere al fine di rendere più efficaci i controlli amministrativi in materia e, più in generale, quale disciplina intenda promuovere rispetto al rilascio o al diniego delle autorizzazioni richieste.

L’onorevole Silvestri replicando, considera soddisfacente la risposta fornita dal rappresentante del Governo. Ricorda “che sul tema del contrasto alla ludopatia il suo gruppo presta da tempo grande attenzione, come dimostrato anche in sede di esame del decreto – legge «dignità»”. Fa quindi notare come “il disturbo del gioco d’azzardo patologico sia particolaremente diffuso in Puglia, richiamando i casi di Bari, Brinsisi, Foggia e Lecce, territori nei quali si registrano dati preoccupanti in relazione alle somme spese in tale settore”. Evidenzia, inoltre, “che in tale campo e in quei territori si registrano pericolose correlazioni con le attività delle cosche mafiose, come evidenziato anche dalla Commissione parlamentare antimafia”.

Auspica, in conclusione, “che il Governo fornisca alle questure e ai prefetti le direttive necessarie affinché sia svolto un controllo amministrativo efficace in ordine al rilascio delle autorizzazioni in questione”.

Il presidente della Commissione, Giuseppe Brescia, evidenzia, in merito alla tematica affrontata dall’interrogazione, “la necessità di una disciplina generale a livello nazionale, che assicuri il rispetto della normativa e dei previsti vincoli in modo più omogeneo in ambito locale”.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA DEL SOTTOSEGRETARIO CANDIANI

“Signor Presidente, Onorevoli Deputati, come ricordato dagli interroganti, la Regione Puglia con legge regionale n. 43 del 13 dicembre 2013 ha, tra l’altro, disposto che l’autorizzazione all’esercizio delle sale da gioco venga concessa nel caso di ubicazioni in un raggio non inferiore a 500 metri da una serie di luoghi sensibili quali, in particolare, istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi, centri giovanili, eccetera. L’autorizzazione è concessa per cinque anni e può essere chiesto il rinnovo dopo la scadenza. In particolare, la disciplina introdotta dall’articolo 7 della legge regionale n. 43 del 2013 istituisce un nuovo procedimento amministrativo finalizzato ad accertare il rispetto delle distanze minime, i cui esiti costituiscono un vincolo per il Questore ai fini della positiva definizione del procedimento autorizzatorio. La legge regionale ha previsto un regime transitorio, della durata di 5 anni, per consentire agli esercenti di continuare la propria attività nei locali già in uso per mettere a loro disposizione un lasso di tempo adeguato per un eventuale riposizionamento degli stessi entro le predette distanze minime. Il periodo transitorio scadrà il 20 dicembre prossimo. Naturalmente, se la Regione Puglia dovesse varare una « moratoria », come ipotizzato dagli interroganti, le Autorità di P.S. non potranno che prenderne atto ed uniformarsi alla nuova disciplina legislativa.

In tal caso il Ministero dell’interno non mancherebbe di fornire le specifiche direttive alle Prefetture e alle Questure della Puglia in ordine alle modifiche intervenute. Quanto al profilo dei controlli, si fa presente che le Questure e le Forze di polizia sviluppano una costante attività di vigilanza sugli esercizi di scommesse e giochi leciti, nonché sui locali dove sono installati apparecchi automatici da gioco. Ciò secondo il nuovo modello di svolgimento delle funzioni di polizia amministrativa di sicurezza che punta ad accentuare il momento del controllo dinamico nelle attività autorizzate, senza comunque tralasciare la dimensione dei controlli « statici » effettuati attraverso il rilascio dei prescritti titoli abilitativi.

Più in generale, posso assicurare che il Governo, pone particolare e costante attenzione a tutte le iniziative legislative sulla materia della prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo patologico nella prospettiva di coniugare sia la tutela della sicurezza pubblica, di pertinenza dello Stato, sia le rilevanti esigenze di prevenzione della ludopatia, affidate alle concorrenti discipline statali e regionali”.

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