Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di un esercente di Bolzano, contro la Provincia Autonoma di Bolzano, per la revocazione della sentenza n. 1618 del 2019 della Sesta Sezione del Consiglio di Stato che si era espresso sul regolamento di gioco.

“Un altro piccolo passo, confidiamo positivo, verso un ripensamento della Provincia di Bolzano in materia di politica sul gioco legale’. E’ il commento a caldo di Michele Galasso, operatore del settore di apparecchi da intrattenimento che , attraverso il legale Michele Busetti ha presentato il ricorso al Consiglio di Stato.

“La decisione del Consiglio di Stato rappresenta un primo cambio di passo rispetto alle pronunce precedenti che si basavano sul cosiddetto effetto espulsivo della norma contestata. I giudici amministrativi hanno più volte respinto questa tesi sostenendo che l’effetto espulsivo non sussista e che le attività di gioco legale, sottoposte a distanziometro, possono comunque svolgere la loro attività. Quello che abbiamo cercato di dimostrare in sede giudiziaria è che la norma della provincia di Bolzano è una norma di carattere sanitario, non di ordine pubblico. E’ stata approvata per ridurre e contrastare il gioco d’azzardo patologico e nella perizia tecnica richiesta dal giudice amministrativo si legge che il distanziometro non si rivela essere uno strumento adeguato al raggiungimento dell’obiettivo”, spiega Michele Galasso.