“Molti settori sono stati discriminati nella ripartenza, noi siamo uno di questi. Gestori di sale scommesse, sale bingo e sale giochi. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna data per la riapertura e questo è sconcertante in un paese democratico dove il diritto al lavoro è sancito dall’articolo 4 della Costituzione. Parliamo di molte aziende con 3/4 dipendenti che però portano nelle casse dello Stato diversi miliardi. Vogliamo solo sapere quando si potrà ripartire. Si stanno adottando due pesi e due misure. Se il gioco è un problema sociale lo è per tutte le tipologie di gioco”.

Lo ha detto Christian Evangelisti (Federazione italiana gestori scommesse), durante la protesta di oggi in piazza Montecitorio a Roma.

“Siamo stati i primi a chiudere e non sappiamo ancora oggi quando riapriremo, una risposta devono darcela, altrimenti scenderemo ancora in piazza cercando di coinvolgere tutto il comparto giochi e tutti i colleghi gestori”.

In piazza è intervenuta anche la deputata Benedetta Fiorini (Fi): “L’approccio che abbiamo verso il gioco legale è un approccio razionale, stiamo parlando di oltre 120mila famiglie e non si possono fare distinzioni tra famiglie e lavoratori di Serie A e di Serie B. Il gioco si chiama legale perchè è un presidio di legalità, in un momento di crisi ed emergenza così grande del Paese come quello attuale dobbiamo pensare a tutelare chi lavora con professionalità e nella legalità, soprattutto per evitare che questo settore vada in mano alla criminalità e al gioco illegale. Ecco perchè abbiamo presentato degli emendamenti, questi signori che sono oggi qui a manifestare vanno ascoltati, trattati e considerati come tutti i lavoratori di Italia, senza distinzioni, questo è quello che stiamo cercando di fare capire”.