“Una lotteria a premi non è di certo il metodo giusto da utilizzare per la lotta all’evasione fiscale, ma stupisce ancor più come, uno Stato che tra i propri obiettivi dovrebbe avere quello di combattere la ludopatia, usi una lotteria per evitare che le persone si sottraggano agli oneri fiscali. Insomma, per sconfiggere la piaga dell’evasione, si è pensato di utilizzare la piaga del gioco”. A dirlo sono i vertici di Confcommercio La Spezia, preoccupati sia per l’aspetto sociale che per il peso di questa lotteria sugli esercenti.

Secondo Confcommercio qualsiasi iniziativa o misura per la lotta all’evasione fiscale che preveda dei premi è destinata a fallire e potrebbe risultare dannosa per i cittadini che stanno cercando di uscire dal tunnel del gioco d’azzardo. “Un’iniziativa che lascia perplessi molti imprenditori sfavorevoli e contrari al gioco ma che si vedono ugualmente costretti, forzando la propria coscienza, ad aderire. Non farlo significherebbe perdere dei clienti e registrare un calo del fatturato. E quello attuale non è certamente il momento per potersi permettere di rinunciare a un’entrata.

Ma al di là dell’aspetto sociale e ideologico – proseguono – c’è un’altra preoccupazione. Nonostante la proroga, il problema dell’adeguamento dei registratori di cassa è tutt’altro che risolto. Si tratta di una spesa che grava totalmente sugli esercenti e che si aggira intorno ai 500 euro iva esclusa, cifra che da marzo è quintuplicata. Oltre alla già citata proroga, Confcommercio ha richiesto che lo Stato si faccia almeno in parte carico della spesa, fornendo aiuti concreti per tutti coloro i quali dovranno adeguare i propri registratori di cassa. Ma per il momento tutto tace. Sono stati previsti premi anche per i negozianti, che potrebbero essere a loro volta estratti. Ma le imprese non si lasciano certamente ingolosire da questo”.