“Alcuni mesi fa i Monopoli di Stato hanno fornito i dettagli delle somme giocate nell’anno 2016 e Concorezzo (MB) è risultata tra i comuni con il più alto tasso di giocate della Lombardia – si legge in una nota di Vivi Concorezzo –. Il dato riguarda non solo slot, video poker e simili, ma anche Enalotto, lotterie istantanee, ecc… Certo, la presenza di una sala giochi sul territorio può aver parzialmente falsato i numeri, ma il dato resta comunque preoccupante. Nel 2014 una legge regionale ha vietato il collocamento di slot machine, video poker, etc… entro un raggio di 500 metri da cosiddetti luoghi “sensibili” (scuole, chiese, centri sportivi…). Ebbene, sulla base di questa legge non sarebbe possibile installare nuovi apparecchi in nessuna parte del nostro comune, se non in alcune zone molto periferiche, lontane dall’abitato. Purtoppo la normativa si applica solo a nuovi apparecchi, e non a quelli già installati alla data del 2014, o anche agli apparecchi già installati, per i quali sia scaduta nel frattempo la concessione con il distributore”.

“Nell’ultimo consiglio comunale Vivi Concorezzo ha richiamato l’attenzione sulla verifica del rispetto della normativa, anche attraverso controlli periodici delle Forze dell’ordine. La maggioranza ha garantito un impegno in tal senso. Ma pensiamo che si possa e si debba fare sempre di più anche per prevenire alla radice il gioco d’azzardo, che può sfociare facilmente in ludopatia (…). Proprio per questo già alcuni mesi fa Vivi Concorezzo aveva presentato anche un emendamento al bilancio di previsione 2018 con cui si chiedeva di stanziare una somma per iniziative di sensibilizzazione e prevenzione e di supporto alla rete famigliare delle persone con dipendenza dal gioco d’azzardo. Crediamo che quello dell’azzardo sia un tema fondamentale, che deve essere affrontato urgentemente con coraggio e decisione, a partire da una capillare rete di prevenzione e informazione già nelle scuole medie quando i ragazzi vengono a contatto con slot, videopoker e altre scommesse on line, per evitare che il gioco diventi una pericolosa dipendenza, con ricadute sociali ed economiche non indifferenti”.

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