Via le slot ma porte aperte agli introiti dai giochi. La Provincia di Trento, con il voto dei giochi scorsi in Consiglio provinciale sancisce l’espulsione di slot, sale giochi e sale bingo e videolotterie dai centri abitati, ma non disdegna 11 milioni di euro che lo Stato gli riconoscerà, per il 2022, dagli incassi delle attività di gioco pubblico.

La Provincia ha sottoscritto il nuovo accordo quadro in materia di finanza pubblica per gli anni 2022 e successivi che ha esteso le compartecipazioni provinciali alle entrate erariali con riferimento ai tributi sui giochi.

L’intesa è stata recevita con la legge di Bilancio 2022 e ha garantito a regime maggiori risorse per le finanze provinciali.

L’accordo faceva riferimento ai gettiti arretrati, ed estende ai nove decimi di quanto percepito ne territorio provinciale dalla raccolta di tutti i giochi con vincita in denaro (sia di natura tributaria, sia di natura non tributaria).

Così lo Stato ha riconosciuto per gli anni antecedenti al 2022 alla Provincia di Trento una somma a titolo definitivo pari a 90 milioni di euro, mentre a partire da quest’anno la spettanza annuale è stata quantificata in 11,5 milioni di euro.

E’ sicuramente alquanto strano che in occasione della votazione dell’ordine del giorno e di due emendamenti alla legge di Assestamento di Bilancio in cui si faceva riferimento alla entrata in vigore della disposizione che dal 12 agosto prossimo impone il trasferimento di tutte le slot e le vlt a una distanza minima dai luighi sensibili, il Consiglio non abbia accennato al fatto che ben 11 milioni, anche quest’anno, finiranno nella casse provinciali grazie ad attività di gioco legale e pubblico.

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