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“Quali valutazioni i Ministri in indirizzo intendano esprimere con riferimento a quanto esposto; se condividano le osservazioni contenute nel documento elaborato dalla Cgia di Mestre e quali iniziative di competenza intendano intraprendere, al fine di tutelare e salvaguardare i livelli occupazionali dei lavoratori del settore dei giochi e delle scommesse, anche predisponendo un piano di preventivo in grado di intervenire in caso di necessità in favore dei medesimi soggetti”.

E’ quanto chiede in un’interrogazione a risposta scritta in Aula al Senato rivolta ai Ministri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali il senatore Gaetano Nastri (FdI).

Nelle premesse spiega: “Secondo quanto risulta da un rapporto pubblicato dalla Cgia di Mestre, circa 17.000 lavoratori (pari al 30 per cento degli occupati) rischiano di perdere il posto di lavoro nel settore dei giochi e delle scommesse, a causa dell’alta tassazione e dei regolamenti recentemente introdotti fortemente stringenti;

i dati pubblicati dal dossier evidenziano come in Italia il comparto dei giochi, che ricopre 57.000 occupati tra addetti diretti e indotto, è penalizzato da un forte aumento della tassazione (tra le più alte in Europa), che potrebbe causare una perdita occupazionale di 7.000 posti, ai quali si aggiungerebbero altri 10.000 se anche il resto d’Italia dovesse seguire l’esempio della Regione Piemonte, che negli due ultimi anni ha fortemente inasprito le regole degli slot e del gioco d’azzardo;

tali decisioni hanno generato un’ovvia riduzione della raccolta, ma anche una crescita della raccolta di altre tipologie di gioco, nonché il possibile aumento del gioco illegale, con una perdita per l’erario stimabile in circa 80 milioni di euro annui e un taglio di quasi 600 posti di lavoro;

tali osservazioni appaiono all’interrogante condivisibili in relazione alla perdita sul piano occupazionale che deriverebbe dall’attuale normativa fiscale, evidentemente penalizzante per il comparto, le cui ripercussioni rischiano di incrementare la già gravissima crisi occupazionale esistente nel nostro Paese, anche a cause delle politiche sulla crescita e del lavoro previste dal Governo Conte, sostanzialmente inesistenti, sin dall’inizio della Legislatura;

la necessità di prevedere un piano complessivo volto ad evitare ulteriori inasprimenti fiscali, unitamente ad una programmazione di tutela e salvaguardia dei lavoratori del settore dei giochi e delle scommesse, risulta pertanto ad avviso dell’interrogante urgente ed indifferibile”.