C’è anche il gioco in lista per la riapertura. E’ importante che qualcuno se lo ricordi.

“Con il lockdown – spiega Geronimo Cardia, presidente di ACADI in una intervista al Giornale – si è fermato sostanzialmente l’intero comparto del gioco pubblico: sono chiusi i punti gioco sia nelle sale (bingo , scommesse, sale dedicate con awp e vlt o lotterie) sia negli esercizi generalisti .

“Allo Stato con il lockdown mancano 750 milioni al mese”. Quasi il 90% delle entrate che in due mesi valgono già 1,5 miliardi.

“Con le nostre associazioni di categoria – spiega Cardia- abbiamo messo in evidenza che per le caratteristiche strutturali il gioco legale presenta elementi equiparati a quelli dei negozi commerciali.

Abbiamo garanzie di sicurezza uguali o maggiori : nelle sale gioco esisteva già il controllo all’ingresso, in più abbiamo previsto misure di sicurezza specifiche validate da esperti , fornitura di protezioni individuali per dipendenti e utenti , percorsi obbligati , dispenser di gel, postazioni separate e igienizzazione immediata del punto gioco”.

Pronto quindi il dossier da presentare al Mef che vigila sul settore e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

“Il sistema concessorio- prosegue Cardia- conta oltre 75.000 dipendenti. Si tratta di un comparto molto tassato, che era già in crisi, che vale l’1% del PIL e che  con due mesi di lockdown è già andato in rosso nel 2020. Nella proposta al governo ACADI aggiunge anche misure economiche di sostegno. Oltre al congelamento e rinvio delle imposte sul gioco servono ammortizzatori sociali. Per tornare a portare flussi nelle casse dello Stato il settore va protetto almeno fino a dicembre”.