L’adozione del regolamento del Comune di Roma per slot e sale gioco, modificato nel dicembre scorso, viene ufficializzata. Prevede distanze minime dai luoghi sensibili ma non c’è chiarezza su dove siano.

Il regolamento del Comune di Roma con il quale l’amministrazione Raggi intende limitare l’istallazione delle slot e l’apertura di sale giochi nel territorio comunale è stato approvato, per la prma volta, nel giugno del 2017. Il provvedimento ha subito una modifica nel dicembre scorso.

Il regolamento, nella versione originaria, risultava totalmente carente circa la quantificazione dei limiti distanziometrici tra i luoghi del gioco lecito ed i luoghi sensibili; da qui la scelta di di inserire un distanziometro “di 350 metri all’interno del perimetro dell”‘Anello Ferroviario” di cui alla Zona 2 del PGTU e di almeno 500 metri al di fuori di esso”.

Successivamente la Regione Lazio, nel 2018, ha introdotto il limite distanziometrico nella misura di 500 metri da applicarsi sui territori dei Comuni laziali. Con la delibera del dicembre scorso il Comune di Roma si è adeguato alla norma Regionale.

Cosa prevede il regolamento

E’ vietata l’apertura di nuove sale da gioco con installazione di VLT, di agenzie per la raccolta di scommesse e di esercizi che installano giochi con vincita in denaro che siano ubicate ad una distanza inferiore a 500 (cinquecento) metri da aree sensibili, misurandola secondo il percorso pedonale più breve in base al Codice della Strada, dall’ingresso del locale da gioco all’ingresso del luogo sensibile.

Per luoghi sensibili si intendono:

istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado;

centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani;

centri anziani;

strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socioassistenziale;

luoghi di culto.

All’interno del locale in cui sono installati apparecchi per il gioco con vincita in denaro non potranno essere presenti sportelli bancari, postali o bancomat.

E’ vietata qualsiasi forma di pubblicità dell’attività e, in particolare, installare insegne luminose o a luminosità intermittente o a messaggio variabile, sia all’interno che all’esterno dei locali, nonché affiggere cartelli pubblicitari su suolo pubblico richiamanti, in modo diretto o indiretto, l’attività del gioco.

L’apertura delle sale pubbliche da gioco, nonché il cambio di titolarità dell’attività, in cui sono installati apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici di cui all’art. 110, comma 6, lett. a), e 7, del T.U.L.P.S. è subordinata al rilascio del titolo abilitativo ai sensi della vigente normativa. Quindi di essere in possesso dei requisiti soggettivi previsti dalla normativa vigente e non avere situazioni soggettive in contrastocon gli articoli 11 e 92 del T.U.L.P.S.; b.di non essere sottoposti a misure di prevenzione che costituiscano cause di divieto, decadenza o sospensione ai sensi del D.Lgs. 159/2011 e s.m.i. (Codice delle leggi Antimafia e Misure di Prevenzione).

Al fine di preservare e tutelare la salute pubblica, la disciplina degli orari di apertura delle sale da gioco e/o le fasce orarie di funzionamento degli apparecchi da gioco con vincita in denaro, previsti dall’art. 110, comma 6, del T.U.L.P.S., sono stabiliti dal Sindaco con specifica ordinanza ai sensi dell’art. 50, comma 7, del D.Lgs. 267/2000.

Ma la mappa dei luoghi sensibili non c’è.

Il regolamento, come si dice, è a tutti gli effetti entrato in vigore, ma il Comune non ha ancora provveduto, come per altro chiesto dal Consiglio Comunale, a dotarsi di una mappa dei luoghi sensibili. Come dire, ognuno si regoli come può.