“Stiamo parlando di un settore molto controverso nel dibattito pubblico, con seri problemi reputazionali. Con un’attenzione della politica prevalentemente non favorevole. Da questo punto di partenza il compito dello Stato è molto delicato, vanno tutelate le importantissime entrate fiscali, ma non si può ignorare che ci sono anche delle problematiche di tipo sociale e sanitario. La novità è che la NaDef ci dice che dobbiamo fare un riordino del gioco, questo è molto importante. Abbiamo un impegno. La mia opinione è quella di utilizzare il 2021 per fare questo riordino, per poi partire dal 2022. Questo perchè se facessimo oggi delle gare francamente non sarebbe facile. Basti pensare alla questione delle distanze e i problemi collegati. L’obiettivo principale di questo riordino è quello di puntare a far considerare il gioco come una condizione normale della società. Serve lotta esplicita anche da parte degli operatori alla ludopatia. Su questo abbiamo fatto molta strada ma dobbiamo completare l’iter. Altro elemento fondamentale è la lotta all’illegalità diffusa. Il gioco non scompare, se lo tolgo dai circuiti legali apparirà in altri circuiti. Va riorganizzata l’offerta comprendendo una sua riduzione. 100mila punti gioco sono un eccesso oggettivo. Qui c’è margine di lavoro, che non risolvi con le distanze, ma serve una razionalizzazione dell’offerta. Questo è un terreno di lavoro comune che possiamo avviare. Serve poi l’omogeneizzazione nazionale delle regole. Non possono essere diverse da un territorio all’altro, questo non è più gestibile. Va confermato il sistema concessorio. La filiera va semplificata. Bisogna definire un’intesa tra le rappresentanze degli operatori, lo Stato e gli enti locali. Con il decisore finale che è il Parlamento, arrivando a una legge. Questa può essere la strada per risolvere anche molte questioni fino ad oggi avanzate. Ricordiamo che agli investitori internazionali va dato un quadro certo, è più importante dare un quadro certo piuttosto che gradito. Stavolta sono più ottimista rispetto al 2017, l’esperienza di questi ultimi due anni è che il gioco non è scomparso”.

Lo ha detto il sottosegretario al Mef con delega ai giochi, Pier Paolo Baretta (nella foto), intervenendo al convegno di presentazione dello studio della CGIA di Mestre dal titolo “Il Gioco legale in Piemonte”, organizzato con il sostegno di As.Tro, Associazione degli operatori del gioco lecito e Sapar, Associazione nazionale gestori giochi di Stato.