Giochi, scommesse e sale bingo potranno pensare alla riapertura solo dal prossimo giugno, è quanto è emerso dalle anticipazioni di Conte sul decreto di aprile in materia di contenimento diffusione del Coronavirus.

“Analizzando i dati sull’andamento del contagio appare evidente che lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto”.
Con queste premesse il comitato tecnico scientifico ha frenato l’apertura di bar, esercizi commerciali, sale scommesse, sale giochi e sale bingo.
Ecco il documento . Un documento datato 22 aprile 2020. La relazione degli esperti – guidati dal professor Silvio Brusaferro – analizza analizzano tutti gli aspetti relativi alle possibili ripartenze nella “fase 2”, raccomandando “un approccio di massima cautela”.
I risultati ottenuti attraverso una simulazione suggeriscono che
1. la riapertura delle scuole aumenterebbe in modo significativo il rischio di ottenere una nuova grande ondata epidemica con conseguenza potenzialmente molto critiche sulla tenuta del sistema sanitario nazionale;
2. per tutti gli scenari di riapertura in cui si prevede un aumento dei contatti in comunità, la trasmissibilità supera la soglia epidemica, innescando quindi una nuova ondata epidemica;
3. nella maggior parte degli scenari di riapertura dei soli settori professionali (in presenza di scuole chiuse), anche qualora la trasmissibilità superi la soglia epidemica, il numero atteso di terapie intensive al picco risulterebbe comunque inferiore alla attuale disponibilità di posti letto a livello nazionale (circa 9000). 4. Se l’adozione diffusa di dispositivi di protezione individuale riducesse la trasmissibilità del 15%, gli scenari di riapertura del settore commerciali alla comunità potrebbe permettere un contenimento sotto la soglia epidemica solo riuscendo a limitare la trasmissione in comunità negli over 60 anni.
5. Se Se l’adozione diffusa di dispositivi di protezione individuale riducesse la trasmissibilità del 25%, gli scenari di riapertura del settore commerciale e di quello della ristorazione alla comunità potrebbe permettere un contenimento sotto la soglia solo riuscendo a limitare la trasmissione in comunità negli over 65 anni. L’analisi della sola soglia epidemica associata ai diversi scenari di riapertura suggerisce che una riduzione del 20% circa dei contatti rilevanti per la trasmissione epidemica potrebbe essere sufficiente a contenere il numero di riproduzione sotto la soglia critica. Questo significa che l’utilizzo diffuso di misure di precauzione (mascherine, igiene delle mani, distanziamento sociale), il rafforzamento delle attività di tracciamento del contatto e l’ulteriore aumento di consapevolezza dei rischi epidemici nella popolazione potrebbero congiuntamente ridurre in modo sufficiente i rischi di trasmissione per la maggior parte degli scenari sin qui considerati.
Leggi il TESTO della relazione a questo link
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