“Mentre il Governo decreta di non riaprire le scuole e annuncia di lasciar chiuse alcune categorie di imprese fino a giugno, senza dare date certe a imprenditori e lavoratori, lo Stato, tramite l’Agenzia Dogane e Monopoli, ha già previsto – con tanto di date messe nero su bianco – il “graduale ripristino delle attività di gioco”: è una cosa da non credere” afferma Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana.

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“In un momento di grave crisi economica, in cui molte famiglie sono costrette a ricorrere ai buoni-spesa perché da settimane non entrano più fonti di reddito nelle case, prima ancora di riaprire scuole, biblioteche, musei e tante imprese e negozi, lo Stato riautorizza solertemente l’inutile e dannosa spesa del gioco e dell’azzardo – continua Barazza -. I giochi e l’azzardo, se proprio non possiamo chiuderli per sempre che sarebbe l’opzione migliore, dovrebbero essere l’ultima cosa a riaprire nel nostro Paese”.

“Il gioco e l’azzardo sono tutt’altro che attività essenziali, anzi comportano numerosi rischi di carattere sia sociale sia sanitario – conclude Barazza -. Se è vero che la situazione di lockdown ha avuto il positivo risultato di contenere le forme di abuso e dipendenza da gioco d’azzardo, sarebbe sorprendente e deplorevole che, in una situazione di generale e grave impoverimento del Paese, si consentisse la riapertura di locali che producono di fatto ulteriore perdite di denaro specie per le fasce più deboli della popolazione”.