“Il gioco ha sempre avuto un elemento collegato con lo sviluppo della civiltà. Se il gioco è così importante le Istituzioni non possono non occuparsene. L’evoluzione della regolamentazione ha finito per condizionare il gioco. Dobbiamo regolare la distribuzione dell’offerta, tenendo conto delle sensibilità sociali e sapendo che siamo di fronte a una domanda anelastica. Quindi di fronte al gioco illegale ci deve essere una lotta senza quartiere. L’equazione meno gioco legale e più gioco illegale è un danno per la società e per lo Stato. Bisogna puntare sulla qualità della regolamentazione. La stratificazione normativa è uno dei danni peggiori per la gestione del settore, nella delega fiscale a cui io lavorai anni fa il punto sul testo unico dei giochi non venne attuato e questo ha portato all’inizio di una vera e propria Via Crucis. La normativa deve essere assolutamente aggiornata, ma soprattutto bisogna uniformare la normativa settoriale a livello nazionale. C’è una sovrapposizione di norme regionali e comunali in conflitto tra loro. Ognuno di noi ha la sua fetta di responsabilità, noi dobbiamo ora mettere ordine. Le stesse Regioni si sono rese conto di aver introdotto delle normative troppo restrittive, tornando sui propri passi. Serve una concertazione che permetta di ragionare su quello che è l’interesse pubblico e raggiungere il bene. La Commissione d’inchiesta che presiedo è nata per questo, in relazione al contrasto del disturbo da gioco d’azzardo e alla tutela dei giocatori. Bisogna rompere lo schema dei pregiudizi”.

Lo ha detto il senatore di Italia Viva Mauro Maria Marino (nella foto), Presidente Commissione d’inchiesta sul gioco illegale, nell’ambito della presentazione del ‘Rapporto Lottomatica-Censis sul Gioco Legale’ in Italia.

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