“Senza numeri è difficile arrivare a delle conclusioni. Bisogna capire come evitare che lo Stato finisca in difetto di regole e quindi a dover rincorrere l’illegalità in questo settore. Dal punto di vista della vigilanza regolamentare il nostro potere come Adm è zoppo, ci è difficile procedere ad esempio con le gare. Cosa metto a gara se l’oggetto della stessa è diventato fuori regola per via della stratificazione normativa? Il legislatore rincorre un meccanismo di proroghe privo di una strategia, e se non lo fa lui lo fa il Tar, ma così non funziona. Il mio riferimento, fatto in Commissione d’inchiesta sul gioco, alla compartecipazione degli enti locali è quello di identificare insieme le regole di funzionamento e se del caso a una partecipazione di fiscalità, che non vuol dire che un ente territoriale per fare cassa aumenta i punti di gioco. Questa mai potrà essere una proposta dell’Agenzia. Avere un gioco ben regolato vuol dire che si può lavorare insieme sulle strutture tecnologiche per contrastare la ludopatia. Secondo voi veramente non è possibile prevedere dei sistemi di gioco che interagiscano con il giocatore per comprendere se qualcosa sta superando determinate soglie di allerta? La risposta è evidentemente positiva. E’ questo il tema che va affrontato, capisco possa esserci qualche problema di privacy, ma già oggi ci sono delle grosse differenze, basti pensare all’online dove il giocatore viene identificato con cura, mentre nel fisico si usa la tessera sanitaria, uno strumento che veramente preferisco non commentare, basti pensare che succede con l’acquisto di tabacchi. E’ evidente che serve qualcosa di più moderno, solo se tracciamo meglio il giocatore siamo nelle condizioni non di violare la sua privacy, ma di tutelarlo”.

Lo ha detto Marcello Minenna (nella foto), Direttore dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, nell’ambito della presentazione del ‘Rapporto Lottomatica-Censis sul Gioco Legale’ in Italia.

“L’esperienza della pandemia è stata significativa per l’Agenzia. Abbiamo attivato il Copregi, con un grande lavoro di squadra, siamo intervenuti con le forze dell’ordine in oltre 100 città e abbiamo chiuso oltre 250 sale illegali. Il tutto con milioni di euro di sanzioni. Purtroppo i cittadini italiani a volte conoscono le regole ma non le seguono. Ci sono aspetti in cui qualcosa si può fare. Con l’App ‘Gioco Sicuro’ basterebbe attivare il whistleblowing che permetterebbe al cittadino di segnalare i luoghi di gioco illegali, ma ci manca una norma, mi viene da sorridere amaramente, come è possibile che non ci sia questa norma? Così tuteliamo il giocatore a metà. La gara sul gioco a distanza noi la stiamo facendo, ma io non sono soddisfatto dei criteri stabiliti dal legislatore tempo fa, perchè insieme alla mancanza di un regolamento ministeriale sul blocco dei conti e sui residenti all’estero tutto questo rischia di diventare una miscela esplosiva che aumenta il gioco online da Paesi dove la regolamentazione non esiste. C’è una sola parola di sintesi: testo unico sul gioco. Ci sono troppe norme, così non si va lontano”.

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