“Auspichiamo che gli uffici legali del Consiglio dei Ministri, la Corte Costituzionale e il TAR spazzino via questa legge scellerata e incostituzionale. Non è finita. Ci vediamo di nuovo qui”. Ecco le ultime parole che ho pronunciato in Aula dopo aver presentato centinaia di migliaia di emendamenti per varie settimane di sedute di Consiglio. Non è ancora finito agosto e il castello di sabbia del ‘riparti Slot’ ha già conosciuto da vicino la prima “ondata” da parte del Ministero dell’Interno. Non sarà la prima, altre ne arriveranno. Staremo a vedere se la Giunta aspetterà l’impugnativa del Governo o guarderà le altre cannonate che arriveranno al resto della Legge. Certo sarà divertente vedere Marrone – che cura gli affari legali per la Giunta – salire sulle barricate per una Legge che non ha nemmeno votato.” Marco Grimaldi capigruppo Liberi Uguali Verdi commenta così su La Stampa l’ultima vicenda su le nuove norme in materia di gioco d’azzardo.

La questione riguarda l’istruttoria prevista per le leggi regionali.

Ogni legge regionale e provinciale viene esaminata dal Governo della Repubblica, che dispone di 60 giorni dalla data di pubblicazione della legge sul bollettino regionale per promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale, previa delibera del Consiglio dei Ministri.

Secondo quanto riporta il quotidiano dal Viminale sarebbero arrivate osservazioni su disposizioni ritenute essere non di competenza della Regione.
Questo vuol dire che la legge potrebbe essere impugnata.
Sotto la lente degli interni alcune disposizioni contenute all’articolo 4. Nello specifico la norma al comma 2: ‘ le associazioni di categoria dei gestori di sale da gioco, sale scommesse e punti per il gioco e dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco lecito, che si dotano di un codice etico di autoregolamentazione che li responsabilizza e vincola alla sorveglianza delle condizioni e delle caratteristiche di fragilità dei giocatori, nonché al rispetto della legalità, al fine di prevenire tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata’. Oltre a questa si chiede una modifica, allo stesso articolo, della norma inserita con un emendamento in fase di approvazione: ‘La Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare permanente, pone in essere, a fini educativi, protocolli d’intesa con gli organi istituzionali competenti nelle materie di cui alla presente legge, al fine di contribuire alla diffusione della cultura della legalità nella popolazione giovanile e al recupero sociale e sanitario dei soggetti affetti da dipendenza da gioco’. (Foto: operatori del gioco davanti la sede del Consiglio Regionale nei giorni della approvazione della legge).