Pubblicata alla Camera la proposta di legge d’iniziativa del deputato Antonino Minardo (Fi) riguardante l'”Introduzione dell’obbligo di classificazione dei videogiochi e disposizioni concernenti la loro diffusione e vendita, per la tutela dell’integrità psico-fisica e morale dei minori”.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
(Classificazione dei videogiochi)

1. I produttori, gli importatori e i distributori, anche attraverso le loro associazioni di categoria o altri organismi, provvedono alla classificazione dei videogiochi al fine di tutelare i diritti e l’integrità psico-fisica e morale dei minori, promuovendo un accesso consapevole e tutelato ai medesimi videogiochi.

2. La classificazione di cui al comma 1 è basata sui seguenti fattori: a) età minima dei videogiocatori; b) aspetti contenutistici del videogioco e loro potenziale pericolosità per l’integrità
psico-fisica e morale dei minori; c) possibilità di utilizzare il videogioco tramite la rete internet.

Art. 2.
(Indicazione della classificazione)

1. Il produttore, l’importatore e il distributore hanno l’obbligo di indicare, in maniera chiara e inequivocabile, la classificazione di cui all’articolo 1 in ogni strumento di pubblicità e di diffusione e in ogni riproduzione del videogioco destinata al commercio.

2. Il responsabile della diffusione e della distribuzione commerciale del videogioco, in qualunque forma o supporto di riproduzione, è tenuto a dare avviso al pubblico della classificazione di cui all’articolo 1, in ogni presentazione o forma pubblicitaria e sull’involucro del supporto.

Art. 3.
(Verifica della classificazione)

1. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, d’ufficio o su segnalazione di chiunque vi abbia interesse, procede a effettuare accertamenti sulla corrispondenza della classificazione di cui all’articolo 1 operata dai soggetti di cui al comma 1 del medesimo articolo con le caratteristiche effettive del videogioco, nonché sul rispetto degli obblighi di cui all’articolo 2 da parte dei medesimi soggetti.

2. Ai fini del comma 1 del presente articolo, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni richiede ai soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, il deposito del videogioco e di una relazione che ne illustri le caratteristiche. In caso di mancato deposito del videogioco e della relazione entro venti giorni dalla richiesta, l’Autorità vieta la distribuzione, la pubblicizzazione, la vendita e la commercializzazione a qualsiasi titolo del videogioco. Il provvedimento di divieto è comunicato ai soggetti di cui all’articolo 1, comma 1, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

3. A seguito del deposito del videogioco e della relazione di cui al comma 2 del presente articolo, ove riscontri difformità rispetto alla classificazione di cui all’articolo 1, previa eventuale audizione dei soggetti di cui al citato articolo 1, comma 1, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce la nuova classificazione del videogioco.

4. I produttori e i distributori sono tenuti a indicare la nuova classificazione con le modalità di cui all’articolo 2.

Art. 4.
(Divieto di diffusione)

1. I videogiochi privi della classificazione di cui alla presente legge non possono essere distribuiti, pubblicizzati, venduti né commercializzati ad alcun titolo.

2. Sono vietati la vendita e il noleggio di videogiochi a soggetti di età inferiore a quella risultante dalla classificazione indicata sul prodotto ai sensi della presente legge.

3. È vietato consentire la partecipazione a videogiochi on line a soggetti di età inferiore a quella risultante dalla classificazione indicata sul prodotto ai sensi della presente legge.

Art. 5.
(Videogiochi vietati ai minori di anni diciotto)

1. I videogiochi vietati ai minori di anni diciotto devono essere esposti separatamente dagli altri videogiochi in spazi non accessibili ai minori stessi.

2. I messaggi pubblicitari dei videogiochi proibiti ai minori di anni diciotto devono far esplicito riferimento alla loro esclusiva fruibilità da parte di un pubblico adulto.

Art. 6.
(Sanzioni)

1. Alla violazione delle disposizioni degli articoli 3, comma 2, 4, commi 1 e 3, o 5, comma 2, consegue l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 15.000 a 100.000 euro.

2. All’accertamento delle violazioni e all’irrogazione delle sanzioni previste dal comma 1 provvede l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

3. Alla violazione delle disposizioni degli articoli 3, comma 4, 4, comma 2, e 5, comma 1, consegue l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 1.000 a 5.000 euro.

4. All’accertamento delle violazioni e all’irrogazione delle sanzioni previste dal comma 3 provvede il prefetto.