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Il Consiglio comunale ha approvato la delibera sull’anticipazione di cassa e la delibera consiliare sul regolamento dei giochi leciti

  Il Consiglio comunale ha concluso i propri lavori dopo aver approvato due delle delibere inserite nell’ordine dei lavori, e cioè: la delibera proposta dall’assessore Panini per il ricorso all’anticipazione di liquidità da parte della Cassa Depositi e Prestiti, delibera approvata all’unanimità dei presenti dopo che le opposizioni hanno lasciato l’Aula; dopo averla emendata, la delibera di iniziativa consiliare, proposta dai Verdi Buono e Gaudini, per modifiche al regolamento sulle sale da gioco e giochi leciti. Il Consiglio ha anche deciso all’unanimità di convocare per il giorno 22 marzo, alle ore 12.00, la seduta monotematica richiesta dalle consigliere comunali sulla violenza di genere. Gli altri punti all’ordine dei lavori, a cominciare dal dibattito sulla sicurezza in città, sono stati rinviati ad altra seduta

La seduta del Consiglio, presieduta dal vicepresidente Frezza, dopo gli interventi urgenti, è proseguito con la presentazione, da parte dell’assessore al Bilancio Panini, della prima delibera da trattare, n. 56 del 27 febbraio 2019, che propone al Consiglio di approvare il ricorso all’anticipazione di liquidità da parte della Cassa Depositi e Prestiti come previsto dalla Legge di Bilancio dello Stato; la delibera consentirà l’estinzione dell’esposizione debitoria fino al giugno del 2019, ha proseguito l’assessore; ricorrendo all’anticipazione di liquidità, quantificata dal lavoro degli uffici in 200 milioni e 200mila euro, entreranno nelle casse comunali risorse che dovranno essere restituite alla fine del 2019 ad un tasso inferiore rispetto a quello che il Comune avrebbe pagato ricorrendo all’anticipazione di Tesoreria, con un effetto di stimolo per lo sviluppo dell’economia. 14mila sono le fatture immesse nel sistema del ministero dell’Economia e delle Finanze; tra i creditori, avranno beneficio dall’anticipazione anche le partecipate comunali, a partire da Napoli Servizi. La restituzione dell’anticipazione avverrà grazie alle operazioni messe in campo con la manovra 2018 con gli avvisi Tari e con la vendita di immobili per i quali ci sono già, al 2019, gli atti, ha concluso l’assessore, anticipando che Cassa Depositi e Prestiti ha già svolto una verifica operativa in fase di istruttoria tecnica e ha considerato giustificata, ammissibile e documentata la richiesta del Comune. Nel dibattito sono intervenuti Brambilla (Mov. 5 Stelle) che ha richiamato le modalità seguite da altri Comuni, come Torino, che hanno richiesto l’anticipazione con delibera del Consiglio e allegando l’elenco dei debiti da pagare; la Giunta comunale, invece, non ha portato in Consiglio entro il 28 marzo la delibera, né ha allegato le fatture, ed ha posto così in una condizione difficile i consiglieri; dopo aver chiesto formalmente il parere dei revisori dei conti comunali per quanto non obbligatorio, ha preannunciato che al momento del voto i consiglieri 5 Stelle usciranno dall’Aula; Moretto (Prima Napoli) ha definito anomalo il percorso seguito rispetto agli altri Comuni ed ha chiesto al Segretario generale un parere sulla correttezza dell’iter; nel merito ha eccepito che comunque si tratta di un ulteriore indebitamento per il Comune che graverà sul Bilancio e sarà in contraddizione con l’ultima pronuncia della Corte Costituzionale sull’indebitamento; Mirra (Riformisti democratici con De Magistris), presidente della commissione Bilancio, ha detto di ritenere ingiustificato l’allarme sul provvedimento che costituisce solo una anticipazione, peraltro già considerata ammissibile; è anche l’occasione per discutere della riduzione attuata dalla Legge di Bilancio sulla possibilità di richiedere anticipazioni di Tesoreria che ha messo in difficoltà tutti i Comuni; per Santoro (Misto – Fratelli d’Italia), se fa piacere dare una boccata d’ossigeno a creditori che attendono da tre anni di essere pagati, le perplessità riguardano la restituzione entro la fine dell’anno dell’anticipazione che, gravando sul bilancio corrente, potrebbe tradursi in un’ulteriore forma di indebitamento per il Comune di Napoli, rischiando di trascinarlo definitivamente a fondo; Palmieri (Napoli Popolare) ha ribadito le perplessità non sull’utilità dell’atto a favore dei creditori ma sui punti critici sollevati dalla Corte dei Conti sul piano di riequilibrio, sul protrarsi dell’indebitamento nel futuro e sulle le modalità per il rientro dal disavanzo grazie alle dismissioni, alla riscossione e al recupero dell’evasione tributaria, leve che invece non sono state attivate in modo sufficiente; Venanzoni (PD) ha richiamato la perentorietà del termine del 28 febbraio e le modalità adottate da altri Comuni, evidenziando che l’amministrazione non ha risposto alla richiesta di una assicurazione formale preventiva e scritta sulla correttezza dell’operato della Giunta; né è stato spiegato con quali criteri sono stati scelti i creditori per cui i consiglieri del Pd usciranno dall’Aula al momento del voto. Nella replica, l’assessore Panini ha risposto ai temi del dibattito chiarendo che il 28 febbraio era data tassativa per l’invio della comunicazione del Sindaco sulle fatture che il Comune si impegna a pagare; che la procedura è stata concordata minuto per minuto con Cassa Depositi e Prestiti; che la domanda inviata è stata già istruita con parere favorevole dalla Cassa; inoltre, l’entità dell’anticipazione richiesta unifica nord e sud del Paese, e la richiesta della cifra è commisurata alla restituzione che avverrà senza dover tagliare altre risorse; si tratta di una anticipazione a breve, non di un debito, né va dimenticato che, sulle partecipate, in particolare su Anm, il Comune paga il doppio della cifra alla quale il Comune avrebbe diritto. La sentenza della Corte costituzionale sul debito riversato sulle future generazioni non si applica al Comune di Napoli che non ha fatto ricorso al comma della legge di Bilancio dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Quanto alle partecipate, siamo nelle condizioni di proporre, per Napoli Servizi, un contratto pluriennale, superando la proroga di un anno, mettendola in sicurezza. Ha concluso ringraziando gli uffici e chiarendo che si tratta di uno strumento finanziario sostitutivo con costi di interessi bassi, inferiori a quelli concessi dal Tesoriere, e che, le fatture sono state individuate scorrendo il “cronologico” nel quale ci sono 142 fatture di Napoli Servizi per 13 milioni, 12 di Napoli Sociale per oltre 6 milioni, 14 di Asìa per 6 milioni, 6877 fatture di Abc per 18 milioni, 3 di Anm per 47mila euro. Il Consiglio, presieduto da Alessandro Fucito, ha poi votato all’unanimità la delibera dopo che i consiglieri di opposizione hanno lasciato l’Aula. Il consigliere Moretto ha quindi proposto di sospendere i lavori che avrebbero dovuto proseguire con il dibattito sulla sicurezza introdotto dalla relazione del Sindaco nella seduta del 13 febbraio. Il consigliere Buono e il consigliere Gaudini, sottoscrittori della proposta consiliare sulle sale giochi, hanno invece proposto di proseguire la seduta, d’accordo il consigliere Felaco, mentre il consigliere Brambilla ha proposto di invertire l’ordine dei lavori e di trattare prima la delibera consiliare rinviando il dibattito e gli altri punti. L’Aula ha quindi deciso all’unanimità di rinviare il dibattito sulla sicurezza e di affrontare la delibera sul regolamento su sale giochi e giochi leciti, già introdotta in una precedente seduta e poi rinviata in commissione Affari istituzionali presieduta da Solombrino. Quest”ultimo ha presentato emendamenti che l’Aula ha deciso di votare con un’unica votazione, all’unanimità. All’unanimità è stata votata anche la delibera emendata. Storica ed innovativa l’ha definita l’assessore Panini, frutto di un lavoro attento dei presentatori, della commissione competente e degli uffici, efficace per combattere la ludopatia, ha detto il presentatore Buono, che ha chiesto anche l’immediata esecutività, votata subito dopo. Prima della sospensione dei lavori, decisa a maggioranza (con l’astensione del consigliere Felaco), il presidente Fucito ha richiesto il voto sulla convocazione per venerdì 22 marzo, alle ore 12.00, della seduta monotematica sulla violenza di genere