Con un certo, inspiegabile ritardo, i promotori e sostenitori della lotta (senza frontiere) alla offerta di gioco legale ( a vincita e non) si accorgono oggi della partecipazione del sottosegretario Alessio Villarosa, Mef, alla manifestazione organizzata nei giorni scorsi dalla Federazione Italiana Tabaccai.

Con preoccupazione leggono nelle parole pronunciate da Villarosa una sterzata delle politiche del governo gialloverde in materia di gioco e legale e la possibilità che un esponente dello stesso possa avviare un confronto le rappresentanze di settore.

Alessio Villarosa, che solo da marzo si è visto assegnare la delega al settore dei giochi, ha effettivamente espresso in modo chiaro il suo apprezzamento per il lavoro svolto dai tabaccai. Sui giochi, in effetti, ha espresso l’intenzione di avviare quanto prima un confronto con i rappresentanti del comparto, cosa che preoccupa non poco chi invece ha fortemente sostenuto le posizioni radicali del Di Maio in versione pre-elezioni.

Quello che tanto i vari no-slot quanto gli operatori del comparto fino ad oggi snobbati non hanno forse tenuto in debita considerazione è quello che, mutuando una celebre frase di Humphrey Bogart in Casablanca, ‘queste sono le elezioni, e tu non puoi farci niente’.

I Cinque Stelle e il gioco d’azzardo

Il gioco d’azzardo è uno dei tre provvedimenti di punta del programma elettorale M5S, fondamentali per rivendicare i progressi della “rivoluzione” grillina: il Ddl spazzacorrotti (approvato definitivamente), il ddl sul taglio del numero dei parlamentari (approvato dal Senato, è all’attenzione della Camera), e le norme su gioco d’azzardo e ludopatie (previste dall’ultima legge di Bilancio). Tre fronti su cui il M5S ha prevalso sull’alleato, anche se proprio sul gioco si è creata una situazione non proprio soddisfacente. Da una parte le misure approvate fino ad ora (divieto della pubblicità del gioco e misure su aumento Preu slot e videolotterie) hanno deluso le aspettativa degli attivisti no slot, dall’altra hanno scatenato il malcontento degli operatori, prima tra tutti i tabaccai.

Un malcontento che, come gli stessi pentastellati hanno osservato all’indomani delle recenti tornate elettorali, ha contribuito al risultato non proprio soddisfacente. 

La lotta al gioco d’azzardo patologico, come ha chiarito il sottosegretario Villarosa solo ieri, resta una priorità, il riordino anche. Come il riordino e il confronto con gli operatori del settore si possa conciliare con il programma, molto chiaro, dei Cinque Stelle di eliminare le slot dal territorio, resta tutto da vedere.

Come, e se, gli interventi in stand by (la gara sulle concessione delle scommesse e quelle delel sale bingo ecc.) possano trovare spazio in questo contesto, l’altro importante interrogativo.mc

Villarosa (Mef) contro i ‘no-slot’: ‘Pur di attaccare il Governo si strumentalizza anche l’azzardopatia’