Una manovra monstre. Misure da calibrare bene per evitare ritardi (e polemiche). Spinte delle varie anime della maggioranza da contenere e da portare a sintesi. Alla fine il “decreto aprile” slitta a inizio maggio: nonostante incontri, riunioni e calcoli che si sono susseguiti e moltiplicati negli ultimi giorni, il governo ha bisogno ancora di un po’ di tempo per mettere a punto i dettagli di un intervento “imponente”, mai visto “dal dopoguerra” ma “necessario” per puntellare il Paese provato da due mesi di epidemia da coronavirus, come ha ripetuto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (nella foto).

In effetti si tratta di una maxi-manovra da 155 miliardi, che non ha precedenti nemmeno negli anni più duri della crisi finanziaria dal 2008 in poi: in Parlamento la richiesta di scostamento da 55 miliardi di deficit trova il sostegno anche delle opposizioni, mentre sul quadro complessivo del Def scattano i distinguo, Lega in testa, in attesa di vedere come se la caverà il governo con la fase 2, sulla quale peraltro si presenterà alle Camere il premier, Giuseppe Conte per difendere le scelte fatte fin qui compreso l’uso dei Dpcm. Tutti, però, ora aspettano le misure. Per certo ci saranno nuovi finanziamenti a sanità, ricerca e Protezione civile, e un nuovo corposo pacchetto per imprese e ammortizzatori. Cig e cassa in deroga saranno rifinanziate con 13 miliardi per altre 9 settimane, che si potranno utilizzare fino alla fine dell’anno, come ha chiarito il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo.

Confermata anche la proroga della Naspi per altri due mesi, per chi ha l’assegno in scadenza, e lo stop ai licenziamenti. Per accompagnare la fase 2 ci saranno più fondi per le imprese che devono sanificare gli ambienti e l’Iva sulle mascherine sarà azzerata, per poi passare all’aliquota agevolata al 5% a partire dall’anno prossimo. E ci sarà anche una card da 200 euro per acquistare bici, anche elettriche, monopattini, o da spendere per i servizi di car sharing e simili nelle grandi città, per cercare di decongestionare i mezzi pubblici ed evitare nelle ore di punta che aumenti il rischio contagio da Covid. E ci sarà un pacchetto imprese, dai 50 miliardi a Cdp per entrare nelle imprese in crisi ai 5 miliardi del ‘Fondo di solidarietà nazionale’ per ricapitalizzare le pmi, fino ai ristori a fondo perduto da 5mila euro per le microimprese (previsto uno stanziamento da 8 miliardi).

I meccanismi per l’intervento diretto dello Stato nel capitale delle imprese – spiega Confcommercio – ancora vanno affinati ma anche altre misure ancora non hanno preso una forma definitiva. Il bonus per gli autonomi, ad esempio, salirà a 800 euro ma si ipotizza un tetto di reddito almeno per la terza mensilità (la seconda dovrebbe arrivare in automatico, con un click in 24 ore dal via libera al decreto). Possibile che si replichi il modello adottato dalle casse dei professionisti, limiti a 35mila o 50mila euro di reddito in base ai danni subiti. Ma una decisione ancora non è stata presa e andrà di pari passo con la declinazione dei ristori diretti alle pmi più danneggiate. Dubbi ci sarebbero ancora sul pacchetto turismo, in particolare sull’efficacia del bonus vacanze (l’ipotesi è da 500 euro).

E ancora non è sciolto né il nodo dei servizi per i bambini a casa da scuola (si pensa a centri estivi e a consentire l’uso del bonus babysitter per coprire le spese) né quello del nuovo Reddito di emergenza per chi non ha altri redditi e non riceve alcun sussidio. Pd e Iv lo vorrebbero fare gestire ai sindaci (che si sono fatti avanti e già erogano i buoni spesa alle famiglie più in difficoltà) mentre i 5S spingono per lasciare la gestione del nuovo strumento all’Inps. Ulteriore capitolo da risolvere quello delle misure sblocca-cantieri: una prima parte di misure potrebbe entrare direttamente in questo decreto, che si punta comunque a chiudere il prima possibile. Mentre il grosso, compresa “l’individuazione di 29 opere prioritarie” per cui nominare un commissario, dovrebbero arrivare con il successivo decreto semplificazioni, previsto, ha detto il ministro Paola De Micheli, “nella prima decade di maggio”.