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(Jamma) La limatura delle ultime criticità sul testo del Contratto di Governo da parte della Lega e dei Cinque Stelle a cui si è arrivati nella serata di ieri pootrebbe non bastare per garantire la nascita del nuovo governo. “Lunedì o si chiude oppure abbiamo fatto un enorme lavoro, in pochissimo tempo, del quale qualcuno ci sarà grato, ce l’abbiamo messa tutta. E la parola tornerà al presidente Mattarella. Altro tempo non ne vogliamo portare via.
Sono ottimista per natura ma bisogna essere anche realisti. Ci sono scelte che dipendono da noi e altre scelte che dipendono da altri”, ha detto in serata il segretario della Lega, Matteo Salvini.

Nel frattempo si sta ragionando sul testo del Contratto di governo e delle misure inserite nel capitolo riguardante i giochi pubblici. Il testo rivisto non prevede alcuna modifica rispetto alla versione originale in cui risultano mutuati gli interventi del programma elettorale dei Cinque Stelle.

Il testo quantifica il costo delle misure in 50 mld ma, da mamme a giochi, le voci di spesa crescono.

Per le pensioni, reddito di cittadinanza, taglio di Irpef e Ires, sterilizzazione dei rialzi Iva ci vorranno almeno 100 miliardi. I macrocapitoli del contratto di governo Lega-Movimento 5 Stelle valgono già da soli più di una manovra finanziaria, ma alle voci di spesa su cui si è imperniata la campagna elettorale se ne aggiungono ora altre, moltissime, che fanno lievitare i costi del programma ad importi a tre cifre. Considerando le stime sulle singole misure di tecnici e osservatori economici, la forchetta oscilla tra i 100 e i 150 miliardi, spalmati in più anni, ma che avranno bisogno di adeguate coperture, nel programma non del tutto messe a fuoco.

In realtà, il testo del contratto così come messo a punto finora, quantifica concretamente solo alcuni degli interventi proposti, come appunto il reddito di cittadinanza (17 miliardi), il potenziamento dei centri dell’impiego (2 miliardi), la revisione della legge Fornero (5 miliardi), a cui va aggiunta la sterilizzazione dell’Iva (come noto 12,4 miliardi nel 2019 e 19,5 miliardi nel 2020). Complessivamente circa 55 miliardi. Nessun ‘costo’ calcolato per il taglio progressivo delle slot (stimato in almeno 7 miliardi l’anno) .

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