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(Jamma) – “E’ una ricerca che ha caratteristiche di novità. Su questo tema specifico non abbiamo trovato pubblicato nulla di simile a quello che vi proponiamo oggi”. E’ quanto ha dichiarato Giorgio De Carlo, direttore dell’istituto di ricerca Quaeris, presentando la ricerca realizzata per Siipac e illustrata nel corso del convegno “Gli italiani e il gioco d’azzardo: la percezione, le analisi, il Gap e le nuove regole”. “L’indagine è significativa, robusta, coinvolge oltre 2000 persone maggiorenni in Italia, 2008 per la precisione. Come confermato da altre indagini che abbiamo consultato, quando si parla di gioco ci si riferisce soprattutto a gratta e vinci, poi lotto e superenalotto e quindi scommesse sportive. Il resto dell’offerta è leggermente inferiore per percentuale di gioco da parte dei nostri intervistati. Le prime tre tipologie sono anche legate alla motivazione per cui la gente si approccia a questi tipi di gioco: per gratta e vinci, lotto e superenalotto la motivazione è legata alla speranza di vincere, mentre per le scommesse è il divertimento lo stimolo principale. Nell’online, che viene al quarto posto, il divertimento è ancora più significativo come elemento motivazionale”.

“Parlando di alcune domande chiave poste nell’indagine posso dire che la somma massima che gli italiani hanno dichiarato di aver speso in un solo giorno è principalmente compresa tra più di 10 euro e meno di 100 euro (45,2%)” ha spiegato Giorgio De Carlo. “Poi tra più di 1 euro e meno di 10 (43,1%). Solo l’1,2% spende più di 1000 euro e meno di 10000. Il giocatore che spende più di 10 euro e meno di 100 e soprattutto maschio (45,6%), mentre quello che spende più di 1 euro e meno di 10 è soprattutto di sesso femminile (54%). Una domanda che abbiamo posto è se si ritiene importante che Comuni e Regioni facciano prevenzione sul gioco d’azzardo: il 92% è favorevole. Su tema dell’efficacia delle politiche di prevenzione il dato è molto negativo: l’85% ritiene che quelle attuate sino ad ora non siano efficaci, mentre il 15% non pensa sia cosi. Il 18,8% dei contrari ritiene prima di tutto che lo Stato non ha comunque interesse a ridurre una somma cospicua di guadagno e ormai le persone dipendenti dal gioco sono troppe (14,8%). Per il 13,7% il problema è che il gioco d’azzardo è ormai un fenomeno diffuso, in aumento capillare. I favorevoli ritengono prima di tutto che ci sia sufficiente controllo (21,9%), in secondo luogo che ci siano sufficienti avvisi che il gioco è vietato ai minori e può creare dipendenza (19,5%). Soffermandoci sulle province autonome, a Trento il 67% dice di conoscere le politiche di prevenzione della provincia e il 60% ritiene che siano efficaci. A Bolzano il dato è sempre del 63%, però la percezione sull’efficacia è più negativa: in questo caso si parla del 57% degli intervistati. Il gioco in definitiva va permesso, ma diffondendo una cultura del gioco sano. E’ quello che pensa il 62% degli italiani. Per il 16% va proibito, e’ del tutto inutile intervenire per il 21% degli italiani.

Alla domanda se gradisce frequentare o meno un locale con slot il 47% degli intervistati ha detto il preferire il locale senza, per il 45% è indifferente, il restante 7% frequenterebbe volentieri un locale con slot. Il 60% ritiene possa essere utile vietare alcol ai giocatori. Mentre l’81% crede sia uno strumento utile di prevenzione ridurre il numero di slot nei bar. Il 64% degli intervistati ritiene che il numero ideale di slot in un bar sia una. Il 34% due e il 2% tre o più. Il 92% dice di ritenere uno strumento di prevenzione utile una corretta informazione e formazione già a partire dall’età scolare. Il 48% ritiene che la distinzione tra gioco legale e illegale sia abbastanza chiara, il 38% molto chiara, il 10% poco chiara e il 3% per nulla chiara. Infine il 93% degli intervistati dichiara di ritenere il pericolo del gioco d’azzardo illegale un pericolo reale. L’85% dice che è principalmente il gioco illegale quello da contrastare rispetto a quello legale. L’83% non sa cosa siano i totem. Questa ricerca – ha concluso De Carlo – è uno strumento tecnico per creare scenari di intervento nuovi più adeguati”.

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