Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) “Questa ricerca ci è costata molto lavoro, abbiamo voluto fosse nostra, che fosse il frutto di qualcosa che come SIIPaC ricercavamo da tempo. Sono anni che lavoriamo nel campo del gioco d’azzardo patologico. Volevamo una ricerca che fosse una analisi di quello che gli italiani vogliono”. Così Cesare Guerreschi, presidente SIIPaC (Società Italiana d’Intervento sulle Patologie Compulsive), ha introdotto i lavori della conferenza “Gli italiani e il gioco d’azzardo: la percezione, le analisi, il Gap e le nuove regole” tenutasi a Roma. “Auspico una legge che accontenti tutti, non si può più andare avanti cosi, siamo per puntare tantissimo sulla prevenzione e contro il proibizionismo” ha aggiunto Guerreschi. Nel corso dell’incontro la presentazione della prima analisi demoscopica realizzata in Italia interamente dedicata al fenomeno del gioco d’azzardo. “E’ infatti la prima volta nella storia del nostro Paese che qualcuno decide di interpellare gli italiani chiedendo loro un’opinione sulle varie sfaccettature che riguardano questa importante tematica”.

“Dobbiamo prestare molta attenzione al comportamento delle donne e al loro approccio al gioco” ha detto Guerreschi commentando i risultati della ricerca. “Nel senso che le donne diversamente dagli uomini giocano soprattutto per fuga. Bisogna porgere nei loro confronti un’attenzione particolare. Gli uomini invece giocano soprattutto per azione, sensazioni forti, il rischio. Nell’ambito della nostra attività, come SIIPaC, insistiamo da sempre sulla prevenzione, purtroppo però in Italia lo si fa in modo obsoleto. Ci siamo riusciti con l’alcol, chissà che fra tre anni ci sia anche una legge per fare prevenzione con altre modalità. Mai rinchiudere giocatori con tossicodipendenti, entrano giocatori ed escono tossicodipendenti. L’alcol per me è la droga più potente e non se ne tiene conto. Cominciamo a togliere l’alcol dalle sale da gioco”.

“Noi dobbiamo tutelare prima di tutto gli adolescenti, che non dovrebbero entrare nelle sale” ha concluso Guerreschi “anche se a dire il vero non se ne vedono granché, si fanno grandi scoop ma sono bolle di sapone. La formazione è la base sulla quale noi possiamo riqualificarci”.

L’analisi è stata commissionata dalla SIIPaC – Società Italiana Intervento Patologie Compulsive all’Istituto di ricerca Quaeris di Treviso.

SCARICA LA RICERCA

Commenta su Facebook