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(Jamma) – “Il divieto assoluto di pubblicità introdotto da alcuni enti locali? I giudici stanno iniziando a dire che non è ammesso. Sui limiti orari i provvedimenti di riduzione devono essere fattibili, 4/5 ore sono insufficienti, 12 ore per la giurisprudenza sono accettabili”. E’ quanto dichiarato dall’avvocato Geronimo Cardia a Roma, nell’ambito della conferenza “Gli italiani e il gioco d’azzardo: la percezione, le analisi, il Gap e le nuove regole”.

“I giudici hanno stabilito che una valutazione della proporzionalità dei limiti orari va fatta. Il discorso è in termini percentuali: quanto è la riduzione rispetto a quanto avevo prima? Se mi riducono del 50% gli orari non è ammissibile. Una recente sentenza del Tar Toscana evidenzia e mette in dubbio anche l’efficacia della misura. Dice ai Comuni: spiegatecelo bene, prendete dati scientifici seri e che siano legati al territorio di cui state parlando, e dimostrateci perchè vanno ridotte le ore di gioco su quel territorio. Sul distanziometro, c’è qualche Comune che ha indubbiamente esagerato. Il comune di Bologna ha disposto una distanza da tutti i luoghi sensibili per un raggio di 1000 metri. Il giudice, senza perizie, ha annullato quel provvedimento, e anche al Consiglio di Stato è stata presa la stessa decisione. E’ stato indicato un principio per tutti: nella misura in cui fai un provvedimento esagerato e non hai valutato il reale effetto della misura che dai, quel provvedimento non va bene. Per tutti i distanziometri imposti dalle leggi regionali e province autonome la cosa è diversa perchè il giudice amministrativo non può dire all’amministratore che non va bene. Sono anni che stiamo dicendo di portare la cosa in Corte Costituzionale, ma non ci siano ancora riusciti. Abbiamo però messo in evidenza come la necessità di arrivare ad una regolamentazione nazionale c’è e si sta portando avanti” ha concluso Cardia.

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