Non ci sono dati o riscontri ufficiali che possano certificare eventuali risultati delle normative locali in materia di distanze minime dai luoghi sensibili nell’ottica della lotta al fenomeno della Dipendenza da Gioco d’Azzardo Patologico.

E’ quanto ha fatto sapere il Ministero della Salute per tramite del Direttore Generale della prevenzione sanitaria, Dott. Claudio D’Amario, ad una richiesta inoltrata da Sapar.

Nella comunicazione del Ministero in risposta alle richieste di SAPAR si rende noto che “Il Ministero non è in possesso di dati e/o rapporti che certifichino i benefici che il distanziometro ha apportato da quando è stato introdotto nelle varie regioni”.

“Pertanto dopo le pubbliche dichiarazioni e gli autorevoli interventi in materia di inefficacia del distanziometro, arriva anche un’ulteriore conferma dal Ministero della Salute, il quale non è in possesso di riscontri che possano validare la bontà di queste misure. Un riscontro importante, che arriva a seguito di quelli già espressi dalle numerose fonti autorevoli quali Procuratori Antimafia, Guardia di Finanza e istituti di ricerca tra cui Eurispes, pareri che vanno tutti nella medesima direzione, ovvero l’assenza di benefici concreti e verificabili di tali misure. Lo confermano infine anche gli ultimi dati emanati da ADM sui volumi di gioco del 2019, i quali sono cresciuti proprio nella regione Piemonte dove sono state adottate le maggiori restrizioni”, commenta l’associazione.