Le entrate relative ai “giochi” ammontano, nei primi cinque mesi 2020, a 3.838 milioni di euro (-2.706 milioni di euro, -41,4%).

Flessione del 9,3% per effetto delle misure legate all’emergenza sanitaria.

Nel periodo gennaio-maggio 2020, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 149.731 milioni di euro, segnando una riduzione di 15.300 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-9,3%).

La variazione negativa riflette le misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria. La sensibile diminuzione di gettito, già riscontrata nel mese di marzo e di aprile, si è accentuata nel mese di maggio (-27,1%) per gli effetti del Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 23, che ha disposto il rinvio dei versamenti tributari e contributivi per i soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione, fiscalmente domiciliati nelle zone colpite dall’emergenza.

Le entrate totali relative ai giochi(che includono varie imposte classificate come entrate erariali sia dirette che indirette) sono risultate pari a 3.838 milioni di euro (-2.706milioni di euro, pari a –41,4%) e hanno naturalmente risentito della sospensione dei giochi a partire dalla fine dei concorsi del 21 marzo 2020 ; considerando solo le imposte indirette, il gettito delle attività da gioco (lotto, lotterie e delle altre attività di gioco) è di 3.658milioni di euro (-2.699milioni di euro, pari a –42,5%).

Slot e videolotterie hanno garantito entrate per un totale di 1,5 miliardi, il 46,4 % in meno rispetto all’anno precedente.