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(Jamma) – «La presidente Serracchiani deve opporsi al blitz d’agosto del governo Gentiloni che vuole favorire le solite lobby del gioco d’azzardo, sottrarre risorse ai cittadini e limitare il potere di Regioni e Comuni» così i rappresentanti regionali del Movimento 5 Stelle in Friuli Venezia Giulia.

«Oggi durante la Conferenza unificata stato-regioni – continua il M5S – è stato affrontato, infatti, anche il tema del riordino del settore del gioco d’azzardo. Utilizzando un linguaggio giuridico-politichese, il governo tenta di distruggere regolamenti comunali e regionali no-slot che vogliono limitare e diminuire fortemente la diffusione di questa gravissima piaga sociale. Ricordiamo che nel Friuli Venezia Giulia è stata da poco approvata una legge fortemente richiesta dal MoVimento 5 Stelle e che ha accolto la quasi totalità delle proposte pentastellate. Tra le più significative quella che limita l’accesso ai finanziamenti regionali ai soli esercente che non ospitano le slot machine, il divieto all’installazione di macchinette da gioco entro la distanza di 500 metri dai luoghi sensibili anche per le attività già aperte, il limite degli orari di gioco all’interno delle sale, l’attivazione di un numero verde per le richieste di aiuto, il divieto della pubblicità delle sale gioco e dell’oscuramento delle vetrine. Il blitz del governo Gentiloni rischia di azzerare questo storico risultato».

«Nella bozza di riordino del settore – continuano gli esponenti del movimento – presentata alle Regioni il 31 luglio, viene proposta una “offerta uniforme sul territorio” per “garantire la effettiva attività commerciale dei punti vendita del gioco pubblico previsti a regime (18.000 sale e punti Gioco e 30/35.000 esercizi)”. In sostanza se un futuro governo o enti locali volessero combattere ancora di più l’azzardo non potrebbero più diminuire l’offerta! Nel testo si legge ancora: “i punti di vendita di gioco previsti a regime sono distribuiti d’intesa tra le Regioni, proporzionalmente, sulla base della attuale distribuzione numerica, ma tenendo conto della diversa collocazione urbanistica e sociale” e attenzione potranno adottare regolamenti urbanistici ma che “tenendo anche conto della ubicazione degli investimenti esistenti, consentano una equilibrata distribuzione nel territorio allo scopo di evitare il formarsi di ampie aree nelle quali l’offerta di gioco pubblico sia o totalmente assente o eccessivamente concentrata”».

«Questo linguaggio subdolo e burocratico – spiegano infine – cerca di nascondere il fatto che possono decadere tutti i regolamenti comunali e le leggi regionali, come quella appena approvata nel Friuli Venezia Giulia, che stabilendo precise distanze di sicurezza e individuando un lungo elenco di luoghi sensibili vogliono tutelare la salute dei cittadini. Medesimo trucco viene escogitato per la limitazione degli orari di 6 ore perché come vorrebbe il governo Gentiloni “la distribuzione oraria delle fasce di interruzione del gioco nell’arco della giornata va definita in una prospettiva il più omogenea possibile nel territorio nazionale”. Proposte inaccettabili che la Regione Friuli Venezia Giulia deve rigettare senza se e senza ma!».

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