Francia. L’Osservatorio francesce sulle droghe e le tossicodipendenze, un raggruppamento di interesse pubblico, ha pubblicato il Rapporto 2017 sulla pratica del gioco d’azzardo tra gli adolescenti.

Secondo la ricerca, nel 2017 così come nel 2011, 4 giovani su 10 ( il 39%) dice di aver giocato almeno una volta nell’arco dell’ultimo anno, uno su 10 lo fatto nell’ultimo semestre. La pratica del gioco d’azzardo insomma risulta aver registrato una percentuale stabile ma risulta essere sempre più maschile. I ragazzi infatti sono il 47% nel 2017, mentre nel 2011 erano il 45%, mentre quella delle ragazze è scesa di due punti percentuali al 31%. I giochi di sorteggio e i gratta e vinci sono i più praticati (31%) rispetto alle scommesse sportive
(17%) e giochi da casinò (3,6%). Rispetto al 2011 si è registrato un incremento delle scommesse. I giochi da casinò si sono ridotti della metà (9% nel 2011) mentre i giochi di sorteggio ei gratta evinci hanno perso 3 punti (34% nel 2011).
Negli ultimi anni la quota di giovani che giocano online è passata dal 14% al 17% tra il 2011 e il 2017. I ragazzi sono all’origine di questo movimento: il 24% dichiara di avere giocato su Internet nell’ultimo anno (erano 18% nel 2011) mentre le ragazze sono solo il 7% (10% nel 2011).

Al fine di valutare l’incidenza del problema del gioco patologico è stato chiesto ai ragazzi intervistati di risposndere ad un questionario di identificazione del problema
e delle conseguenze del gioco d’azzardo . In totale, nel 2017, meno dell’1% della popolazione adolescente risulta avere problemi con il gioco d’azzardo. Tra i diciassettenni che hanno giocato almeno una o due volte nell’anno, due giocatori su dieci (20%)
avrebbe abitudini di gioco a basso rischio, il 7% a rischio moderato e 1,6% ad alto rischio. I ragazzi sono tre volte più numerosi delle ragazze (40% vs 11%).
Nei diciassettenni che hanno giocato nel corso della  settimana prima del sondaggio, più della metà sono a basso rischio (53%) e 3.4 % ad alto rischio. La parte dei ragazzi che ha giocato
durante l’ultima settimana risulta essere a basso rischio nel 63% dei casi.

 

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