“È la Commissione a conoscenza delle ragioni per le quali è stata sostenuta la fondazione del FEE piuttosto che quella di un’organizzazione alternativa? Qual è l’opinione della Commissione in merito al sostegno fornito all’EEF dal punto di vista dell’uguaglianza di genere, dato che le donne sembrano essere ampiamente sottorappresentate – una foto di gruppo dell’evento di fondazione di 49 uomini e una donna – e la Federazione sembra quindi allontanarsi molto dalla strategia dell’UE sull’uguaglianza di genere? A quanto ammontano i finanziamenti dell’UE all’EEF e ad altri campionati di Esport?”.

E’ quanto chiede in un’interrogazione alla Commissione Europea Christine Anderson (Gruppo Identità e Democrazia) in merito al sostegno alla fondazione della European Esports Federation (EEF).

“La European Esports Federation (EEF) – un’organizzazione ombrello di 23 organizzazioni membri – è stata fondata nei locali del Parlamento europeo. L’EEF è guidato da Hans Jagnow, che non si oppone e viene eletto all’unanimità.

Tra i membri fondatori figurano il torneo di Colonia e l’operatore di lega ESL Gaming, la russa ESforce Holding e l’agenzia di pubbliche relazioni e lobby Burson Cohn & Wolfe. I titolari dei diritti e gli operatori della lega diversi da ESL (Electronic Sports League) non sono rappresentati”.