Nell’ambito del DEF 2021, con una risoluzione “sulla relazione di cui all’articolo 6 della legge n. 243 del 2012” presentata alla Camera alcuni deputati di Fratelli d’Italia chiedono una serie di misure a sostegno delle imprese.

Si legge: “La Camera (…) autorizza il Governo, ai sensi dell’articolo 81, secondo comma, della Costituzione e dell’articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, a procedere all’ulteriore ricorso all’indebitamento netto richiesto, purché le risorse così reperite siano destinate prioritariamente: ad adottare provvedimenti che possano realmente essere di sostegno agli operatori economici colpiti dall’emergenza epidemiologica « COVID-19 », con particolare riferimento ad indennizzi commisurati ai costi fissi sostenuti nel periodo pandemico, quali canoni di locazione e/o noleggio per beni mobili strumentali, canoni di locazione e/o noleggio di beni immobili (anche utilizzati promiscuamente), spese condominiali e di riscaldamento, l’ammontare dei costi relativi al personale dipendente (ivi compresi gli oneri contributivi e i premi assicurativi, per la quota rimasta effettivamente a carico del datore di lavoro), i consumi delle utenze di energia elettrica, gas, telefono, i consumi idrici, i carburanti e i lubrificanti, e quanti specifici per ogni singola attività; ad adoperarsi per il completamento di un sistema di tutele che permetta di estendere ai lavoratori autonomi le misure già previste per i lavoratori dipendenti, avviato con l’introduzione dell’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO), finanziata dalla gestione separata INPS e volta a salvaguardare la continuità dell’attività professionale in caso di flessione del volume d’affari per i suoi iscritti; a non rifinanziare, nei provvedimenti che destineranno le risorse dello scostamento di bilancio, misure come il cashback e la lotteria degli scontrini, trasferendo, anzi, le risorse ad esse destinate al « Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica »; a rivedere urgentemente la normativa relativa alle locazioni degli immobili commerciali, esigenza resasi indispensabile alla luce di quanto accaduto dall’inizio dell’emergenza sanitaria, al fine di salvaguardare le attività commerciali e per evitare l’innescarsi di un numero elevato di contenziosi giudiziari tra locatori e locatari. A tal fine sono indispensabili le seguenti misure: a) estensione della facoltà di usufruire dei regimi della « cedolare secca » e del « canone concordato », già in essere per gli immobili di tipo abitativo, anche agli immobili ad uso commerciale e ad imprese, persone giuridiche, liberi professionisti o titolari di Partita Iva; b) proroga del credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda a tutto il 2021, estendendo la stessa a tutte le attività operanti in settori particolarmente colpiti dall’emergenza epidemiologica; a introdurre la non tassabilità dei canoni di locazione non percepiti, per evitare che la mancata percezione dei canoni di affitto relativi ad immobili si tramuti in una ingiustificata tassazione degli stessi in capo ai proprietari; a definire, nell’ambito delle politiche fiscali, provvedimenti finalizzati al raggiungimento di una « tregua fiscale », per contemperare la duplice esigenza di salvaguardare le casse dello Stato, assicurando i versamenti dovuti, e mettere i contribuenti nelle condizioni di « saldare » il proprio debito con il fisco, attraverso una ricostruzione della posizione individuale di ogni soggetto, sfrondando il debito da ogni onere accessorio (sanzioni e interessi), e dilazionando i pagamenti anche fino a 120 mesi; ad adottare i necessari provvedimenti che dispongano l’unificazione degli anni fiscali 2020 e 2021, in considerazione del fatto che la gestione del periodo emergenziale di diffusione del COVID-19 è stata caratterizzata da una contrazione dei consumi e una conseguente contrazione della liquidità per tutti gli operatori economici, con l’obiettivo di concedere un termine di versamento più ampio delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività in scadenza tra il 30 aprile e il 31 dicembre 2021; a mettere gli operatori economici nelle condizioni ideali per la ripartenza post pandemia, garantendo condizioni di leale concorrenza, anche attraverso l’emanazione di norme che prevedano l’introduzione dell’obbligo di versamento anticipato, a titolo di deposito cauzionale, di una quota per la garanzia della solvibilità fiscale per le attività imprenditoriali esercitate da soggetti non appartenenti all’Unione europea; a definire, nell’ambito delle politiche sul lavoro e a tutela delle imprese italiane, un piano di interventi volto a favorire e incentivare l’occupazione, anche mediante meccanismi premiali per le imprese ad alta intensità occupazionale, ritenendo imprescindibile, in particolare in questa fase di profonda sofferenza, il superamento delle previsioni introdotte con il decreto-legge n. 87 del 2018 (decreto dignità), la cui rigidità normativa rappresenta un freno per il mercato del lavoro; al contempo, prevedere l’abolizione dei costi connessi ai rinnovi dei contratti a tempo determinato, al fine di evitare una perdita di competitività e produttività per le imprese italiane con conseguente ulteriore contrazione dell’occupazione; a implementare le misure di sostegno per le imprese italiane in modo da incrementarne la competitività, prevedendo specifiche azioni in particolare per le piccole e medie imprese, attraverso l’istituzione di un ulteriore fondo di garanzia a sostegno della liquidità delle stesse, al fine di sostenerne la ripresa e gli investimenti, e con una previsione di rimborso dei prestiti ottenuti non inferiore a venti anni; a prevedere adeguati ristori per i magistrati onorari che hanno esercitato la funzione giurisdizionale durante il periodo della pandemia senza alcuna copertura assicurativa o previdenziale e subito considerevoli contrazioni dei compensi commisurati sull’attività svolta, provvedendo altresì alla loro definitiva stabilizzazione attraverso un meccanismo similare a quello adottato per i vice pretori onorari dalla legge n. 217 del 1974; a estendere le misure di sostegno alle scuole paritarie, attuare un piano per mettere in sicurezza il patrimonio edilizio scolastico da anni trascurato per mancanza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, stabilizzare il personale precario, docente ed Ata”.

Lollobrigida, Meloni, Albano, Bellucci, Bignami, Bucalo, Butti, Caiata, Caretta, Ciaburro, Cirielli, De Toma, Deidda, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Ferro, Foti, Frassinetti, Galantino, Gemmato, Lucaselli, Mantovani, Maschio, Mollicone, Montaruli, Osnato, Prisco, Rampelli, Rizzetto, Rotelli, Rachele Silvestri, Silvestroni, Trancassini, Varchi, Vinci, Zucconi (FdI)

La stessa risoluzione è stata presentata al Senato da alcuni senatori di Fratelli d’Italia: Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini. In questo caso è stata preclusa dall’approvazione della proposta di risoluzione n. 2 (dove non si parla più di lotteria scontrini e cashback).