“Per quanto riguarda la variazione complessiva delle entrate risulta che: 6.716 milioni di euro riguardano la riduzione delle entrate tributarie, determinata dall’adeguamento in riduzione per 9.191 milioni della stima al quadro piu` aggiornato del DEF 2019 e dall’andamento piu` favorevole per 2.475 milioni registrato nei primi mesi dell’anno”.

E’ quanto ha detto il relatore Turco (M5S) in Commissione Finanze del Senato illustrando il ddl “Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2019”.

“In termini di composizione, la variazione totale si distribuisce sostanzialmente in egual misura tra imposte dirette e imposte indirette. Per le imposte dirette, la riduzione complessiva e` di 3.713 milioni, di cui 5.413 milioni gia` considerati nelle stime dei tendenziali di finanza pubblica. Quanto alle imposte indirette, la flessione complessiva e` di 3.000 milioni, per lo piu` ascrivibile all’adeguamento al quadro di previsione del DEF, solo in parte mitigata dall’andamento piu` favorevole atteso sulla base dei risultati gia` conseguiti, in particolare, per i proventi del gioco del lotto (per 475 milioni), al lordo delle maggiori spese per gli aggi da corrispondere ai concessionari del gioco e per il pagamento delle relative vincite (per 270 milioni), nonche´ per il gettito IVA; 5.594 milioni di euro si riferiscono invece all’incremento delle entrate extra tributarie, spiegato in larga parte dai maggiori utili di gestione della Banca d’Italia gia` versati allo Stato per l’importo complessivo di 5.710 milioni, di cui 1.710 milioni quali maggiori entrate rispetto alle previsioni del DEF. Ulteriori 1.915 milioni di euro riguardano le maggiori entrate per i dividendi che saranno versati dalle societa` pubbliche, di cui 1.430 non previsti nelle stime del DEF; 100 milioni di euro riguardano le entrate da alienazione, ammortamento e riscossione di crediti. Di questi, 12 milioni sono dovuti all’aggiornamento alle dinamiche tendenziali recepite nel documento programmatico di aprile e, per la restante quota, sono dovuti alla variazione delle entrate per l’ammortamento dei beni immobili, non scontata nel DEF ma i cui effetti non rilevano in termini di indebitamento netto. In termini di cassa, il disegno di legge di assestamento per il 2019 determina complessivamente un miglioramento del saldo netto da finanziare di 1.929 milioni di euro, derivante da una riduzione delle entrate finali per 232 milioni e da una variazione in diminuzione delle spese finali per 2.160 milioni. Migliorano anche gli altri saldi: il saldo primario di 158 milioni di euro, il risparmio pubblico di 2.055 milioni e il ricorso al mercato di 6.586 milioni. Per quanto riguarda i residui attivi, il provvedimento di assestamento provvede ad aggiornarli sulla base delle risultanze emerse al 31 dicembre 2018, a seguito della gestione conclusasi nell’esercizio di consuntivo. Nel complesso, le previsioni assestate quantificano un ammontare di residui finali attivi al 31 dicembre 2018 pari a 203.940 milioni di euro, a fronte dei 245.604 milioni di residui inizialmente previsti. Per le entrate tributarie, i residui sono stati quantificati pari a 99.831 milioni, con una variazione in diminuzione di 30.754 milioni rispetto alle previsioni iniziali di 130.585 milioni. Per le entrate extra-tributarie, i residui ammontano a 103.421 milioni di euro, con una variazione in diminuzione di 10.985 milioni rispetto alla previsione iniziale di 114.406 milioni”.

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