“La legge RICO, Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act, e` stata originariamente introdotta proprio per perseguire le persone coinvolte in fenomeni e gruppi di criminalita` organizzata, ma ha esteso, nel corso del tempo, la definizione di cio` che costituisce il suo ambito applicativo. Nella sua esperienza applicativa, essa e` stata applicata anche ai cartelli della droga, alle bande di strada, a micro-organizzazioni di funzionari e agenti di polizia corrotti, a gruppi di pressione deputati ad attivita` illecita, nonche´ ad operatori finanziari coinvolti in articolate attivita` di riciclaggio”. E’ quanto si legge nella Relazione sulla missione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali (WASHINGTON DC-NEW YORK, 13-18 GENNAIO 2020).

“Coesistono sanzioni civili e penali per le violazioni della legge RICO; ad esempio, con riferimento alla fattispecie di estorsione, un imputato puo` essere condannato fino a 20 anni di reclusione per ogni specifico episodio di estorsione, cui puo` aggiungersi una multa fino a 250.000 $; inoltre, gli imputati possono anche essere citati dinnanzi al Tribunale civile, in cui alla persona offesa dal reato puo` essere assegnato fino a tre volte l’importo che gli e` stato sottratto. Lo statuto RICO e` applicabile al soggetto che, entro una scadenza di 10 anni, commette almeno due delitti ricompresi in una apposita lista di 35 fattispecie previste dalla legge: dei 35 reati (tra i quali, corruzione, gioco d’azzardo, omicidio, incendio doloso, estorsione, prostituzione, contraffazione, traffico di droga, sequestri di persona e terrorismo) che costituiscono il corpo della legge RICO, otto sono statali e 27 reati federali”.