“Il Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale è alimentato anche con i proventi delle scommesse sportive, che il Movimento 5 Stelle, cui il ministro appartiene, ha sempre avversato, associandolo al fenomeno della ludopatia”. Lo ha detto in Commissione Cultura della Camera il deputato Alessio Butti (FdI) replicando alla risposta del sottosegretario Gianluca Castaldi alla sua interrogazione sugli aiuti economici per aiutare lo sport italiano.

Butti ha aggiunto: “Si chiarisce l’effettivo ammontare degli stanziamenti in favore dello sport, che risultano di diversa entità rispetto a quelli più volte proclamati del ministro. Il mondo dello sport si attendeva misure più adeguate di quelle che sono state approntate: misure che tra l’altro sono ispirate da una logica assistenzialistica che la sua parte politica non condivide – la stessa che ispira il reddito di cittadinanza, di inclusione o di emergenza – e che è del tutto inadatta quando, come nel caso dello sport, si tratta di aiutare dei professionisti. Misure generiche che prevedono « soldi a pioggia » non possono soddisfare le esigenze del mondo dello sport professionistico, che necessita piuttosto di misure strutturali. L’aver affidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri le risorse del Fondo rappresenta un danno per l’autonomia delle società sportive e delle stesse federazioni. In definitiva, ci sono almeno quattro grandi problemi nel progetto di riforma del sistema dello sport cui il Governo sta lavorando. Innanzitutto, contro le promesse del Governo, le Federazioni vedono ridotta la loro autonomia. Il CONI, il cui ruolo doveva essere ridimensionato, è di fatto più forte. Per le società sportive dilettantistiche, si riscontra l’aumento di procedure burocratiche inutili, che danno vita a forme di controllo dall’alto. Quanto ai lavoratori dello sport, si rileva che non è
chiaro quale sarebbe il loro inquadramento giuridico”. Butti conclude ribadendo la propria “insoddisfazione per quello che il Governo sta facendo per il mondo dello sport, la quale – assicura – riflette quella delle associazioni sportive che non hanno ricevuto le risposte attese, soprattutto in materia di agevolazioni fiscali e di misure strutturali”.