“Riaprire appena possibile il Casinò di Venezia, che non può essere in alcun modo equiparato a una sala giochi. Nei mesi scorsi, prima della seconda chiusura, è stato adottato un protocollo per la sicurezza ancor più restrittivo rispetto alle norme generali e c’è la disponibilità di ridurre ulteriormente gli ingressi e aumentare i livelli di controllo. Ci sono 600 posti di lavoro a rischio, a cui si aggiunge tutto l’indotto, non possiamo permetterlo”.

Così i consiglieri regionali del Pd in Veneto, Francesca Zottis e Jonatan Montanariello, evidenziando “la difficile situazione delle ‘case da gioco’ italiane che nei giorni scorsi, in un documento comune, hanno ribadito le preoccupazioni per il futuro. Dobbiamo farci carico dei loro timori, che arrivano dopo sei mesi di chiusura totale nel 2020. Purtroppo, la pandemia non accenna a frenare e in Veneto da oggi siamo alle prese con restrizioni ancora maggiori rispetto allo scorso autunno; occorre però avere ben presente il problema e affrontarlo, in modo che queste attività siano autorizzate a ripartire quanto prima. Le restrizioni devono essere proporzionali ai livelli di rischio, legati esclusivamente all’emergenza sanitaria. Sono stati fatti investimenti importanti sul versante della sicurezza, non possono essere vanificati limitandosi a definire le case da gioco attività non essenziali, senza dare alcuna certezza sulla tempistica”.