Da Sanremo (IM) un appello al Governo per ridurre l’imposta sui giochi Isi (intrattenimento spettacoli) cui è sottoposto il casinò, duramente provato nei conti a seguito dell’emergenza sanitaria. “E’ una situazione paradossale – ha detto il consigliere di Liguria Popolare, Andrea Artioli -. Il Comune deve pagare le tassazioni sui giochi quando lo Stato li ha fatti chiudere”. E ancora: “Per quel che riguarda il casinò rilevo come siamo molto indietro per il gioco on line”.

L’ordine del giorno dei capigruppo approvato ieri in Consiglio comunale chiede inoltre di ridurre la tassa di concessione governativa a carico del Comune. Il documento per salvare il casinò è stato approvato da maggioranza e opposizione nell’ambito della verifica degli equilibri di bilancio che hanno portato il Comune a rinunciare agli introiti dal casinò. E’ quanto si legge su ilsecoloxix.it.

A seguito dell’emergenza, infatti, il casinò ha subito un’interruzione dell’attività, con gravi ripercussioni sui conti della società (una perdita prevista di oltre 4 milioni) e quindi su quelli del Comune. Da qui la decisione di Palazzo Bellevue di azzerare la propria percentuale di partecipazione agli utili del casinò per metterlo in sicurezza. Il Comune ha così rinunciato a 4,5 milioni oltre alla perdita che avrebbe subito per effetto della chiusura a causa del Covid.

“Nonostante il pesante impatto di questa minore entrata sul bilancio comunale, di oltre 7,5 milioni, il Comune si farà carico di un esborso a favore delle casse erariali di circa 3,2 milioni”, si legge nell’ordine del giorno approvato, che impegna il sindaco e la giunta “a farsi promotori verso il Governo e in concerto con il presidente della Regione per chiedere di prevedere un ristoro a favore dei Comuni detentori di licenza del Ministero degli Interni di casa da gioco, e venga proposta la riduzione dell’imposta Isi (Intrattenimento spettacoli), con conseguente rimborso, almeno a parziale ristoro, al fine di non aggravare la già pesante situazione in cui versano i Comuni a seguito dell’emergenza Covid e del fermo lavorativo”.

Alessandra Pavone, vicepresidente del consiglio comunale: “L’assessore al bilancio Massimo Rossano ci ha illustrato una situazione difficile che riguarda gli equilibri di bilancio, soffermandosi soprattutto sui rapporti della casa da gioco, i cui incassi hanno subìto una grave contrazione dopo le due chiusure forzate la cui seconda non si è ancora conclusa. La casa da gioco rappresenta posti di lavoro, l’immagine della città, una delle sue attrazioni turistiche del territorio e la cultura. Bisogna quindi trovare alternative agli introiti che non vengono incamerati. L’imposta di intrattenimento, che viene calcolata sul 10% degli introiti lordi detratto quanto viene elargito al Comune, per il 2020 si attesta a 2,6 milioni di euro. Il Comune si trova quindi nell’assurda situazione di pagare una tassa su quanto non ha incamerato. Un principio corretto sarebbe infatti quello di pagare le tasse su quanto incassato. Con l’ordine del giorno vogliamo quindi sottolineare come il Comune di Sanremo si venga a trovare in una duplice situazione di danno – ha spiegato Alessandra Pavone – perché andando a rinunciare alla propria percentuale, per una somma di 4,5 milioni di euro, si trova a dover pagare ancora di più, perché calcolato sul 100% invece che sull’82%. Il Comune è inoltre soggetto passivo della tassa di concessione governativa annuale di 539 mila euro. Nonostante le misure di contenimento dei costi attuate, la società ha previsto la chiusura dell’esercizio in corso con una perdita di oltre 4 milioni di euro. Con l’ordine del giorno vogliamo sensibilizzare i parlamentari di riferimento perché venga riconosciuto un ristoro almeno parziale, per sostenere i costi del casino. Un’ulteriore riflessione deve poi riguardare questa imposta”.

Il sindaco Alberto Biancheri su sanremonews.it: “La scelta del Governo di lasciare chiuso il casinò mi lascia sorpreso, conosco i suoi protocolli che sono molto rigidi e con i quali vengono adottate tutte le misure di sicurezza. Non capisco questa scelta, visto che il Governo apre i bar ed i ristoranti – ha detto -. Ci sono tutte le condizioni affinchè il casinò possa riaprire, non vorrei che dietro a questa decisione legata al gioco ci siano dei pregiudizi. La salvaguardia del casinò, come ricordava il consigliere Alessandra Pavone, riguarda anche tutto il mondo del lavoro e dei dipendenti. Questa mattina ero in contatto con il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, con cui ho parlato anche del casinò. Sembra che al momento la posizione del Governo sulla sua riapertura sia negativa, capite bene cosa possa significare per la nostra casa da gioco rimanere chiusa per le feste natalizie e il mese di gennaio. E’ assurdo che il casinò rimanga chiuso e noi dobbiamo pagare la tassa governativa. Oggi tenere chiusa la casa da gioco nei mesi di dicembre e gennaio, che sono importantissimi per le sue casse, sarebbe un errore e non ne vedrei nessuna motivazione. Per me il casinò può tranquillamente aprire”.

Il primo cittadino ha poi annunciato di aver già inoltrato al sindaco di Venezia l’ordine del giorno con cui l’assise, in maniera unitaria, chiede la riduzione dell’imposta governativa. Durante il suo intervento Biancheri ha poi parlato delle difficoltà del momento, anche dal punto di vista finanziario per il Comune, e delle prospettive future. “In questi anni non ho mai visto un consiglio cosi unito, saggio e sincero – ha dichiarato -. E’ un momento difficile. La nostra casa da gioco è sempre stata una risorsa per la città, purtroppo nel 2020 non è stato così. E’ giusto in questo momento salvaguardarla e rinunciare agli introiti per metterla in sicurezza. Allo stesso tempo voglio però far presente a tutti che questo difficile momento non sia finito. Io sono infatti fortemente preoccupato per il 2021. Sarà un anno difficile e complesso, abbiamo bisogno di molta unità, per cui ringrazio tutti, perché se non si sta uniti non si fa il bene della città e quindi serve un grande senso di responsabilità. Sanremo non si può permettere più tante cose e dobbiamo trovare nuovi modi per fare cassa. Se Sanremo vorrà crescere ha bisogno di alienare. Casa Serena non è stata venduta, ma serve un piano B. Bisogna continuare ad investire perché è fondamentale per la crescita e per il territorio. Sono contento che il nostro territorio sia sceso a zona gialla, ma mi preoccupa molto che il casinò rimanga chiuso. La pandemia da Covid19 ha completamente stravolto il quadro finanziario dei conti pubblici. Per darvi l’idea di quanto abbia impattato sui conti del Comune e di quanto sia complessa e delicata la situazione, è sufficiente dire che, da inizio pandemia ad oggi, mancano all’appello 16 milioni di euro di entrate, solo parzialmente coperte dai ristori del Governo. Nonostante il violento impatto sui conti siamo riusciti, con un grande lavoro fatto da parte degli uffici, a trovare una quadra e ad approvare gli equilibri di bilancio per l’anno in corso, rinunciando tra l’altro alla quota annuale degli incassi del Casinò, per tutelare anche la Casa da Gioco in questo momento difficile”.

Secondo il primo cittadino, per quanto si sia finora riusciti a contenere i danni “grazie ad un lavoro quotidiano sui conti,” se la situazione non cambierà rapidamente “avremo pesanti ripercussioni finanziarie nel 2021, quando potremmo essere chiamati a decisioni molto difficili”. A detta dello stesso Biancheri si tratta di uno scenario molto complesso, che la stessa minoranza consiliare “che ringrazio per il senso di responsabilità e per l’unità d’intenti” ha definito “uno dei peggiori da dover affrontare da tanti anni a questa parte”. Determinante sarà la riapertura del casinò di Sanremo: “E’ per questo che ci stiamo battendo tutti insieme in ogni modo per poter far riaprire il Casinò – afferma Biancheri – assurdamente ancora chiuso nonostante abbia i più rigidi protocolli di sicurezza sanitaria, e che chiediamo almeno di non scontare scelte paradossali, come quella di farci pagare la tassa sugli introiti lordi della Casa da gioco, circa 3,1 milioni di euro, proprio mentre rinunciamo alla nostra quota per salvarne il bilancio”.

L’assessore al bilancio Massimo Rossano: “Delicato è il rapporto con il Casinò, per il quale il Comune ha azzerato la propria percentuale, del 16-18%, degli introiti, facendo quindi in modo che tutti gli incassi vengano mantenuti dalla casa da gioco per evitare che la società vada in perdita.

Il capogruppo di Forza Italia Simone Baggioli: “Per quel che riguarda il casinò, la diminuzione degli introiti non va di pari passo con i costi dei dipendenti, che sono stati messi in cassa integrazione, quindi va ad incidere solo sui costi fissi. In questi 7 anni di Amministrazione Biancheri si è però perso il polso su questioni che riguardano lo sviluppo tecnologico della casa da gioco”.