Ieri il presidente della Camera ha comunicato l’inammissibilità di due ordini del giorno riguardanti il settore dei giochi. In particolare l’odg Cortellazzo n. 9/1637-AR/134, in cui si prevede di dare mandato all’Agenzia delle dogane di non attuare il Protocollo d’intesa sulla liquidità internazionale condivisa relativa al poker online e l’odg Bond n. 9/1637-AR/170, limitatamente al secondo impegno, volto ad autorizzare il direttore dell’Agenzia delle dogane ad emanare decreti attuativi a fini di salvaguardia della salute del giocatore.

Il deputato Dario Bond (Fi), nell’illustrare il suo odg ha dichiarato: “Questo ordine del giorno cerca in qualche maniera di applicare quello che il Governo, un po’ di tempo fa, nella legge finanziaria ultima, ha voluto introdurre, cioè la tessera sanitaria per le slot, per le macchinette con cui tanti purtroppo si rovinano nel giocare. La tessera sanitaria, però, implica un adeguamento tecnologico, che, a conti fatti, equivale a 24 mesi di lavoro, implica una serie di trasformazioni di queste macchine, implica poi anche una serie di piccoli provvedimenti di adeguamento del sistema informatico, che in qualche maniera rinviano di fatto l’applicazione di questo importante provvedimento, che va in qualche maniera a tutelare le fasce deboli della popolazione che giocano magari senza tanta responsabilità. Allora si chiede di delegare il direttore dell’Agenzia delle dogane a verificare effettivamente l’efficacia di questo provvedimento, di trovare delle soluzioni adeguate dal punto di vista tecnico, e di evitare che, come sempre accade, si faccia un provvedimento e non lo si applichi.

Il rischio, poi – faccio lo stesso appello, sempre nell’ordine del giorno, al direttore dell’Agenzia delle dogane -, è che, con un provvedimento del 2017, si vada ad introdurre un meccanismo internazionale. Questo è gravissimo – e mi rifaccio anche alle considerazioni svolte anche in Commissione da altri colleghi, facendo un appello alla presidente della Commissione sociale, la dottoressa Pagano – perché si rischia di introdurre, magari con poca responsabilità, senza renderci conto, una brutta cosa, che è la liquidità internazionale condivisa. Che cos’è la liquidità internazionale condivisa? Ve lo dico, perché molti di voi sono sensibili: si va in qualche maniera a creare un montepremi internazionale, fra Paesi europei e non, molto elevato, e con un montepremi internazionale molto elevato si spinge ancor di più il gioco online dei nostri giocatori italiani, con una esasperazione ancora maggiore, con un rischio ancora di più sociale di giocarsi i propri risparmi, di rovinare delle intere famiglie. Allora, l’appello al direttore delle dogane è, in qualche maniera, con riferimento alla ratifica del 2017 dell’accordo con 5 Paesi europei, di bloccarla per il momento, perché la liquidità condivisa internazionale potrebbe creare un effetto di esplosione dei giochi, non controllabile da nessuno, a casa, fintanto che qualcuno finisce tutto quello che ha, dei propri genitori o, magari, della propria famiglia, e mette a repentaglio proprio la stabilità intera del nucleo familiare. Avere un montepremi molto elevato – ci sono delle statistiche importanti su questo – tende, in qualche maniera, a stimolare ancora di più questo effetto di malattia, come la chiamo io.

Il deputato Novelli con le sue risoluzioni e interrogazioni durante la Commissione sanità lo ha messo in evidenza diverse volte, è malattia del gioco, dipendenza da gioco. È un grave pericolo, io ho svolto proprio questo intervento per rendervi coscienti, tutti, del rischio che andiamo a correre; noi andiamo, e lo abbiamo messo anche per iscritto durante la legge finanziaria, a bloccare, in qualche maniera, a limitare la ludopatia, ma con questi provvedimenti andiamo invece ad esaltarla ancora di più. Ogni volta che un giocatore, un dipendente da gioco vede un montepremi più elevato, quel dipendente da gioco diventa ancora più dipendente dal gioco e, allora, Presidente, so che magari la materia non è interessante, però, attenzione, perché la bomba sta per scoppiare; volevamo limitare il gioco d’azzardo in tutte le sue dimensioni, invece, lo stiamo esasperando ancor di più”.

DI SEGUITO I TESTI DEI DUE ODG

La Camera, premesso che: il provvedimento in esame contiene, all’articolo 27, disposizioni in materia di giochi; il 4 luglio 2017 è stato firmato a Roma da parte dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli un protocollo d’intesa con i regolatori di Francia, Spagna e Portogallo per la costituzione di un « mercato unico » del poker on line, la cosiddetta « liquidità internazionale condivisa »; tale iniziativa ha trovato seguito applicativo negli Stati suddetti ma non in Italia. A detta degli operatori internazionali di poker on line, l’accordo ha determinato un rilancio importante di tale offerta di gioco poiché sono aumentati in misura significativa i montepremi massimi e la raccolta; secondo notizie di stampa uno dei principali operatori internazionali, intervenendo al salone del gaming « Ice VOX » di Londra, avrebbe raccontato gli effetti della liquidità condivisa in questo modo: « più giorni di attività, più giocatori unici ogni trimestre, più depositi netti »; l’attuazione in Italia della « liquidità internazionale condivisa » sul poker on line determinerebbe un effetto un effetto dirompente per i giocatori nazionali, abituati a piattaforme on line di concessionari italiani che offrono un gioco meno rischioso e con puntate più basse; tale eventuale offerta aumenterebbe il rischio di dipendenza di dipendenza da gioco d’azzardo per i clienti ed avrebbe un effetto negativo per la raccolta degli operatori nazionali con impatto negativo sul gettito e sull’occupazione di settore; la « liquidità internazionale condivisa » andrebbe palesemente contro le linee guida antiriciclaggio in materia di gioco legale appena varate dall’Agenzia delle dogane e dei Monopoli ed estremamente stringenti anche sulla rete fisica oltre sul gioco a distanza; l’attuazione dell’Accordo del 6 luglio 2017 sarebbe un atto politico palesemente in contrasto con le scelte del legislatore che negli ultimi mesi ha varato più provvedimenti finalizzati alla protezione del giocatore, della salute, alla riduzione dell’offerta, alla lotta al gioco illegale e al riciclaggio, impegna il Governo a dare mandato all’Agenzia delle dogane e dei monopoli di non attuare l’Accordo firmato in data 4 luglio 2017 con i regolatori di Francia, Spagna e Portogallo relativamente alla « liquidità internazionale condivisa » e di rescindere unilateralmente e formalmente lo stesso nei tempi più brevi possibile.

9/1637-AR/134. Cortelazzo, Bond, Baratto.

La Camera, premesso che: recenti provvedimenti normativi hanno previsto la progressiva adozione della tessera sanitaria sugli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro
come strumento di prevenzione e lotta alla ludopatia; i tempi di adeguamento dei circa 260.000 apparecchi e gli impatti organizzativi sulla rete telematica sono stati stimati dalle associazioni di categoria in non meno di 24 mesi; in particolare gli elementi di allungamento dei tempi di realizzazione delle funzioni di rete e di adeguamento delle strutture negli esercizi sembrano dipendere da una serie di fattori quali l’ubicazione dei server centrali, il numero delle
partite autorizzate, le abilitazioni e i blocchi sui sistemi di controllo, le modalità di gestione degli orari, l’identificazione della maggiore età del giocatore; le suddette problematiche sembrerebbero avere impatti significativi sulla sostituzione di non meno di 150.000 parti
tecniche e sui processi di sostituzione degli apparecchi determinando quindi un forte rallentamento delle operazioni di aggiornamento delle macchine installate per la raccolta del gioco; le procedure previste potrebbero avere anche pesanti ricadute sul gettito oltre che, se non adeguatamente organizzate temporalmente, rendere impraticabile la fruizione degli apparecchi con il rischio dello scivolamento del giocatore dall’offerta legale a quella illegale con effetto esattamente opposto alla volontà del legislatore; non sono ancora stati chiariti presso gli organismi europei gli effetti applicativi dell’introduzione della tessera sanitaria rispetto ai diritti del cittadino italiano e alla possibilità di poter accedere all’offerta legale da parte di altri cittadini di paesi appartenenti all’unione europea; le suddette problematiche rischiano di determinare un progressivo disinteresse degli operatori privati trasparenti ad investire
e gestire, ai sensi di un potere traslativo dello Stato, il gioco pubblico con vincita in denaro e quindi a non partecipare alle prossime gare lasciando quindi spazio libero alla criminalità organizzata, impegna il Governo: al fine di tutelare la salute e i soggetti deboli, a rivedere i tempi di introduzione della tessera sanitaria secondo modalità industriali idonee perseguire il risultato atteso dal legislatore altrimenti vanificato; a valutare la possibilità di introdurre un dispositivo con forza di legge che autorizzi il Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ai fini della salvaguardia della salute del giocatore, della certezza e continuità erariale, del corretto funzionamento informativo nei confronti degli enti locali e degli organi di pubblica sicurezza, ad emettere uno o più decreti attuativi anche in deroga alla normativa vigente entro e non oltre la scadenza delle concessioni in essere previo parere delle commissioni parlamentari competenti.

9/1637-AR/170. Bond.

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